Un’indagine condotta dall’Asp (Agenzia regionale di sanità pubblica) su un campione di 1630 cittadini laziali, ha evidenziato che il 57,3% degli intervistati dichiara di essere "totalmente soddisfatto" per l’assistenza ricevuta nel pronto soccorso della Regione; mentre, ben l’80,2% tornerebbe in caso di necessità nella stessa struttura. Solo il 29% si detto "abbastanza soddisfatto" e il 13,6% ritiene che il pronto soccorso non sia stata in grado di soddisfare le proprie attese.

La ricerca, effettuata in collaborazione con l’Università "La Sapienza" di Roma, è stata elaborata nel triennio 2002-2005. Da rilevare anche il metodo scientifico adottato, ossia il Cati (Computer assisted telephone interview), utilizzato per la prima volta dalla Regione Lazio per certificare la qualità del servizio sanitario. Il primato di utenza soddisfatta spetta a Rieti con il 62,2%; seguono la provincia di Roma (58,7%), Latina (58,6%), Viterbo (57,3%), Roma città (56,8%) e Frosinone (50,9%).

"Nella vita di un malato il passaggio al pronto soccorso è il momento più difficile – ha detto Augusto Battaglia, assessore regionale alla sanità – e i risultati di questa ricerca ci fanno capire che il cittadino non si sentito abbandonato a sè stesso. Le aree d’emergenza sono il punto più caldo della sanità e la percezione di una buona qualità delle prestazioni è molto importante per affrontare nuove sfide: quella demografica, oltre il 40% della spesa sanitaria è assorbita dagli ultra sessantacinquenni; quella della modernizzazione e di una maggiore organizzazione del sistema".

Occorre naturalmente non trascurare le criticità del settore sanitario "Dobbiamo migliorare il nostro livello di organizzazione – ha proseguito l’assessore – perchè abbiamo registrato una mobilità passiva nel settore dei trapianti".

 

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