"La donna sta ormai raggiungendo l’uomo per le malattie cardiovascolari che sono oggi in Italia di gran lunga la prima causa di morte per lei". Lo ha detto Massimo Chiarello, ordinario di Cardiologia all’Università Federico II di Napoli nel corso della presentazione del Dossier Cuore 2006, redatto dalla Società Italiana Prevenzione Cardiovascolare.

Più della metà delle donne in Europa è morta per una malattia cardiovascolare, e in Italia i ricoveri di donne per infarto sono passati dai 38 mila del 2002 ai 41 mila del 2003. Purtroppo si tratta di una vera e propria escalation. Inoltre – ha aggiunto l’esperto – se il rapporto uomo-donna per il numero di infarti era 5 a uno negli anni ’70, oggi questo rapporto è di tre a uno.

I motivi di questo incremento sono diversi e attingono allo stile di vita e a fattori di rischio, come il diabete e soprappeso e la maggiore longevità della donna. La donna, infatti, ha ormai adottato gli stili di vita che fino a qualche anno fa erano appannaggio solo dell’uomo: il fumo e l’alimentazione sbagliata primi nella lista, ma anche la sedentarietà. Poi a gravare sulla salute cardiovascolare femminile ci sono gli stress dovuti alla vita lavorativa. Ma se in passato si credeva che fossero soprattutto le donne in carriera a mettere a repentaglio il loro cuore a causa dello stress, oggi a correre rischi sono anche le casalinghe. e alla ripetitività dei gesti che lei ogni giorno svolge tra le mura domestica.

A salvare, in parte, le donne il sogno di indossare una taglia 42. Non ha dubbi al riguardo Renato Lauro, preside della Facoltà di Medicina di Tor Vergata (Rm). «Quando la donna fa prevenzione – accusa l’esperto – non pensa alla salute, ma a quella irraggiungibile e mitica taglia 42: per conquistarla va in palestra e fa diete. Ci vorrebbe il sogno di una taglia 42 – conclude Lauro – anche per gli uomini».

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