Oggi il Tar del Lazio si è pronunciato a favore della Fipe nel ricorso contro il fumo. Secondo l’associazione di Confcommercio che riunisce i pubblici esercizi, gli esercenti "non dovranno più fare gli sceriffi", ma limitarsi ad esporre i cartelli a norma di legge. Ne ha dato notizia la Fipe che ha annunciato inoltre che la sentenza ha assolto, come riportato sul testo stesso, il bar "Lo Scaletto" di Savona, il primo esercizio ad essere stato multato e ad aver presentato ricorso e, in sostanza, il tribunale amministrativo del Lazio ha accolto le proteste degli esercenti sulla responsabilità oggettiva: niente più multe per chi non farà i controlli.

Baristi, ristoratori, gestori di discoteche e di sale bingo dovranno dunque limitarsi ad esporre i cartelli a norma di legge sul divieto di fumo. La sentenza è riportata integralmente anche sul sito www.fipe.it, e specifica che con la circolare ministeriale del 17 dicembre 2004 "viene dunque imposto un preciso dovere di vigilanza a fini pubblici a soggetti privati, del tutto sfornito di base legale, e che dunque è illegittimo anzitutto per violazione del principio di legalità".

Nella sentenza inoltre il Tar riconosce "che la disposizione ministeriale avrebbe anche infranto i limiti imposti alla libertà di iniziativa economica privata previsti dall’articolo 41 della Costituzione". "In questa sentenza hanno vinto la legge e il buon senso – ha dichiarato Edi Sommariva, direttore generale di Fipe – perché l’interpretazione del Tar non fa altro che avvalorare le nostre tesi. Ristoratori, baristi e tutti gli esercenti pubblici non possono sostituirsi alle forze dell’ordine e soprattutto non possono mettersi in una posizione di così forte contrasto nei confronti dei clienti che devono essere serviti e non denunciati".


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