Un lavoro internazionale di Telemedicina, nata per facilitare l’accesso a strutture sanitarie specialistiche da parte di pazienti distanti dai Centri di Eccellenza medica e/o per garantire una migliore efficienza del sistema ospedaliero. E’ il "Progetto europeo dell’anno 2005", coordinato dalla Regione del Veneto, nel campo dell’innovazione tecnologica. Il Progetto, finanziato dall’Unione Europea e dalla Regione del Veneto, che vede coinvolte 12 aziende sanitarie venete insieme ad alcune istituzioni mediche del Governo di Aragona (Spagna) e della Contea di Fionia (Danimarca), è stato presentato ieri mattina a Venezia nel corso di un convegno internazionale cui hanno preso parte, tra gli altri, l’assessore regionale alle politiche istituzionali Fabio Gava, e il Direttore generale dell’Ulss n. 9 di Treviso, Claudio Dario.

"Questo progetto di Telemedicina – ha spiegato Gava – da un lato collega 6 capoluoghi di Provincia dotati di reparti di neurochirurgia con 6 realtà periferiche, con l’obiettivo di non far spostare i pazienti in situazioni di trauma cranico o di urgenza; dall’altro trova applicazioni di telelaboratorio, che consente di gestire esami a distanza, nelle case di riposo o in sedi sanitarie periferiche. I dati confermano che, con il Teleconsulto neurochirurgico, è possibile ridurre drasticamente, quasi fino a eliminarli del tutto, i trasporti «inutili» dei pazienti borderline dagli ospedali periferici al Polo specialistico e di abbattere del 50 per cento gli stessi tempi di degenza dei pazienti traumatizzati e ricoverati in osservazione». «E’ un progetto importante – ha detto il sottosegretario al Ministero della Salute, Maria Elisabetta Alberti Casellati – perché permette di evitare gli spostamenti dei pazienti. Come Ministero della Salute siano estremamente impegnati, dopo la Tessera Sanitaria Nazionale e il monitoraggio dell’applicazione dei LEA (Livelli Assistenza Essenziali) a far estendere la telemedicina: non basta che vi sia qualche Ulss o una Regione (è il caso del Veneto) all’avanguardia in questo settore, per i cittadini è importante che la telemedicina sia estesa a tutto il territorio nazionale».

«Le applicazioni di innovazione tecnologica – ha detto il Direttore generale dell’Ulss n. 9, Claudio Dario – hanno già superato la fase pionieristica e trovano già l’ampio utilizzo da parte dei cittadini. A Treviso, per esempio, il 40 per cento dei referti viene già scaricato via Internet dal paziente con un risparmio calcolato, dall’Università Bocconi, attorno a 810mila euro annui; un dato che, se proiettato su scala regionale, può comportare una riduzione dei costi vivi di oltre 9 milioni di euro e una riduzione di costi diretti e indiretti pari a 24 milioni di euro".

 

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