Nei prossimi 40 anni il numero degli over 60 in Italia aumenterà al punto di superare la popolazione con meno di 59 anni e a pagarne il prezzo più alto saranno i sistemi sanitari. Per prevenire questa situazione occorre ottimizzare le risorse. Questo il quadro che emerge dal Rapporto Sanità 2005 su "Invecchiamento della popolazione e servizi sanitari" della Fondazione SmithKline presentato oggi a Roma da un gruppo di esperti che ha avanzato alcune proposte per una sanità a "misura di anziano".

Ecco alcune delle proposte presentate:

  • fondo nazionale per la non autosufficienza finanziato dalla fiscalità generale,
  • ridefinizione organizzativa della rete assistenziale,
  • diverso ruolo dell’ospedale secondo una ridistribuzione di funzioni e competenze tra strutture ad alta e bassa intensità terapeutica e medicina territoriale
  • opportunità di una rete geriatrica
  • necessità di investire in ricerca.

Secondo il rapporto sanità 2005, la continuità assistenziale dovrebbe essere garantita da un modello "ospedale-centrico", che vede le strutture di cura al centro della rete di gestione del paziente sopra i 60 anni. Praticamente secondo gli esperti si deve realizzare una scelta esplicita tra una sanità "medico-centrica" ed una "ospedale-centrica". Nel primo caso, che più si avvicina alla realtà italiana, il medico di medicina generale è l’anello di congiunzione tra la struttura sanitaria e gli assistiti per una continuità assistenziale. Purtroppo però il medico di famiglia non riesce a gestire adeguatamente il carico assistenziale richiesto da questa visione. "Sarebbe quindi opportuno – ha dichiarato il geriatra Marco Trabucchi – considerare la seconda opzione che prevede l’ospedale al centro della rete di sostegno del paziente".

Gli Stati Uniti mostrano come il modello "ospedale-centrico" garantisca migliori risultati in termini di qualità delle cure prestate e di continuità assistenziale. "Superata la soglia dei 60 – ha aggiunto ancora Trabucchi, direttore del gruppo di ricerca geriatrica – si stima che circa i tre quarti della popolazione abbia una patologia cronica, come il diabete e l’ipertensione o l’ipercolesterolemia, e che la metà sia affetta da due o più malattie. Negli Stati Uniti gli individui con più di 70 anni rappresentano il 58% delle persone con patologie osteo-articolari, il 45% degli ipertesi, il 21% dei pazienti con malattie cardiache, il 19% dei malati di cancro, il 12% dei diabetici e il 9% dei pazienti con ictus".


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