Si è aperta questa mattina alla Fiera di Roma la terza edizione di "Sanit – Mostra di tecnologia, mezzi e servizi per la salute", la grande manifestazione che ogni anno riunisce i vertici della sanità nazionale, regionale, le aziende, gli enti pubblici, le Asl e gli ospedali. L’Asl RM/A ha organizzato il convegno dal titolo "L’integrazione socio-sanitaria, esperienze e modelli a confronto". Un momento in cui gli esperti del settore si confrontano sulle problematiche e riflettono sulle possibili soluzioni.

"La prevenzione è completamente assente – ha dichiarato M. Baraglia, Direttore U.Op. Generale Chirurgia Maxillo Facciale – nelle patologie tumorali. Dalla sintomatologia alla diagnosi passano 18 mesi. Si parla tanto di trapianto facciale, di trasferimento di tessuto osseo dove è presente il tumore, ma la spesa è enorme. Non dobbiamo ricorrere facilmente a questi interventi, eseguiamoli solo a chi non ha una speranza. La tecnica è da raffinare, ma il servizio Sanitario Nazionale non è preparato ad affrontare questa spesa. Segue l’intervento di G. Altamura Direttore U.Op. Cardiologia Ospedale San Giacomo, "La prevenzione . Un progetto/integrato Ospedale – Territorio" che si sofferma sull’arresto cardiaco, evento naturale che determina improvvisa interruzione dell’attività del cuore. L’80% dei casi deriva da cardiopatia e da ischemia. Frequente anche i casi di defibrillazione : un arresto ogni 1000 persone l’anno, 55000 casi in Italia, 1 ogni 9 minuti. "I casi di arresti cardiaci sono maggiori del calcinoma polmonare. – ha affermato Altamura – Il soccorso è una lotta contro il tempo. Ogni minuto di ritardo riduce del 10 % la sopravvivenza. Il massaggio ritarda, ma non attenua il rischio. Apparecchi automatici che costano 1500 euro possono essere validi strumenti se affiancati da personale, soccorritori volontari, arrivo del 118 per intubare il paziente.

La prevenzione significa pubblico accesso dei defibrillatori. E’ necessaria la cultura dell’emergenza in cardiologia. Il 1° venerdì del mese avviamo dei corsi ai cittadini sui temi dell’emergenza". Segue il responsabile R. Sonnino dell’U. Org. Hospice , Terapia del dolore Asl RM/A che presenta l’esperienza Ospedale senza dolore: un modello di intervento integrato Ospedale – territorio. Dolore come prevenzione sana, il dolore quinto segno vitale, sintomo sentinella. Dolore oncologico è complesso, è anche un dolore burocratico. La terapia del dolore deve essere praticata da chiunque. Hospice non è la casa-struttura, sostiene Sonnino, ma è un gruppo di persone che operano in squadra (meccanismo di cura). Il direttore, G. Luoni, dipartimento DSM ASL RM/A presenta esperienze e nuovi percorsi di integrazione del paziente psichiatrico. "Va avanti l’idea di non stigmatizzare il paziente psichiatrico, – spiega Luoni – ma di facilitare il suo percorso di socializzazione e di reinserimento non solo all’interno della famiglia ma anche nel contesto sociale.

Fondamentale l’intervento non solo del dipartimento psichiatrico, ma anche delle altre istituzioni in senso lato, Comuni, Province e Terzo Settore. Necessaria una rete integrata tra i diversi organismi. Una tesi portata avanti anche da A. Calicchia – Medico di Medicina Generale che è convinto della stretta sinergia tra il medico di famiglia e il medico specialista, presente nella struttura ospedaliera. Conclude i lavori il direttore generale Asl RM/A C. Saponetti che ha affermato: " E’ visibile la grande mole di lavoro necessaria per assistere le diverse patologie, sono ottimista perché i vari progetti sviluppati si stanno muovendo non solo verso la qualità dell’assistenza socio-sanitaria, ma anche verso un ottimale razionalizzazione delle risorse. Sono convinto che il tutto necessita di una sempre maggiore professionalità".

Per maggiori informazioni visita il sito del Sanit.

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