Ennesima prova del fatto che, se non sarà apportata una riforma incisiva al Dlgs 541\92, il circolo vizioso che interessa medici di base, case farmaceutiche e farmacisti, non diventerà mai virtuoso, continuando ad alimentare una tendenza parassitaria che inficia il buon funzionamento del nostro sistema, ormai logoro di scandali e in una crisi che solo l’ipocrisia della noncuranza può non vedere. Così Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI commenta lo scandalo che ha portato all’arresto di medici e farmacisti partenopei.

"Continuare a tergiversare su un argomento così delicato senza muovere un dito per migliorare il sistema sanitario italiano sta assumendo il carattere di una gravissima omissione da parte delle istituzioni – tuona il segretario nazionale -, invece di elaborare finanziarie contenenti proposte folli per contrarre la spesa sanitaria, si potrebbe più argutamente migliorare le leggi esistenti, così da esentare i cittadini dal pagamento delle inefficienze del sistema, delle quali nessuno, se non i nostri amministratori, è responsabile".

"Se il medico non è obbligato ad indicare al paziente quale sia il principio attivo necessario per guarire la sua patologia – conclude Giacomelli -, è palese che il rapporto perverso esistente tra le case farmaceutiche ed i medici stessi non si romperà mai. Se invece si optasse per una trasparenza nell’informazione scientifica sui farmaci, i cittadini non sarebbero influenzati dalle indicazioni talvolta tendenziose del proprio medico e avrebbero dunque la possibilità di scegliere come spendere il proprio denaro".


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