Da diversi mesi Federfarma sollecita l’apertura del tavolo di confronto con le Regioni per il rinnovo della convenzione farmaceutica nazionale, scaduta da tempo, proponendo un nuovo ruolo delle farmacie all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, più in linea con le esigenze della popolazione e soprattutto delle fasce più deboli dal punto di vista sanitario: anziani fragili non deambulanti e malati cronici. Si tratta – sottolinea Federfarma – dei soggetti che hanno maggiore bisogno di prestazioni sanitarie e che gravano in misura rilevante sui bilanci delle ASL. L’impegno a favore di questi assistiti, in sinergia con i medici di medicina generale, contribuirebbe a dare un contenuto concreto al principio della continuità assistenziale di cui tanto si parla e che è un argomento cardine del Piano sanitario nazionale 2006-2008.

La presa in carico da parte di ciascuna farmacia di soggetti anziani e/o affetti da particolari patologie croniche (diabete, ipertensione, colesterolo, ecc.) e la predisposizione di una scheda paziente per il monitoraggio dell’andamento delle terapie – si legge dalla nota -agevolerebbe il compito dei medici di medicina generale e delle ASL, che spesso hanno difficoltà a seguire con continuità tali pazienti. Sul fronte economico, continua la nota, le farmacie potrebbero far risparmiare le Regioni assicurando a tali soggetti la dispensazione, anche a domicilio, dei farmaci inseriti nel Prontuario della continuità assistenziale ospedale-territorio (il cosiddetto PHT). Tali farmaci verrebbero acquistati dalle ASL a condizioni particolarmente vantaggiose e distribuiti dalle farmacie secondo meccanismi in grado di garantire un risparmio per i bilanci regionali.

La definizione di un quadro di regole per lo svolgimento di tale servizio garantirebbe un livello omogeneo di assistenza sull’intero territorio nazionale, nel rispetto della normativa sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Secondo Federfarma in questo modo "si darebbe un ulteriore contributo al contenimento della spesa a fronte dell’attivazione di politiche per l’incentivazione dell’uso di farmaci meno costosi (generici). Siamo pronti a sottoscrivere con le Regioni una Carta del servizio farmaceutico, nella quale siano contenuti i doveri della farmacia sia nei confronti del Servizio Sanitario Nazionale che del singolo cittadino, assumendosene tutte le relative responsabilità".

 

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