La Regione Lazio, con apposita delibera, ha approvato il Testo Unico per le attività sanitarie del territorio: nel documento vengono fissati i requisiti minimi di ogni struttura a carattere sanitario. La delibera riguarda tutto il comparto della Regione: gli ospedali, l’emergenza, la riabilitazione, gli hospice, le Rsa, i servizi farmaceutici, gli ambulatori, i centri di salute mentale, gli studi odontoiatrici e quelli di medicina estetica, i servizi per le persone non autosufficienti, i tossicodipendenti fino all’assistenza domiciliare ai disabili e alle persone affetta da Hiv.

Sarà anche aumentato il numero degli infermieri che, nelle residenze sanitarie, si occupano degli anziani: il livello minimo sale da uno per ogni 12 pazienti ad uno ogni 8. Mentre per la tipologia dei "gruppi di appartamento" per pazienti affetti da patologie psichiatriche, la competenza viene affidata ai Comuni.

"Per le nuove strutture i requisiti verranno garantiti da subito mentre, per le già esistenti, ci saranno tre anni di tempo massimo per entrare a regime. "Rispetto ai 5 anni precedenti – ha detto il presidente Marrazzo – cambia la prospettiva dell’utilizzo dello strumento dei requisiti minimi. Questi sono requisiti che devono servire a dare indicazioni precise a chi già sta svolgendo una determinata attività. Nessuno li potrà usare per costruire, ampliare e ristrutturare impianti, laboratori e strutture sanitarie. Per questo presenteremo un provvedimento per le nuove costruzioni. E’ un fatto di trasparenza, di legalità e di regole – ha concluso il presidente – che si lega alla decisione di fornire i conti che nessuno ha contestato".

"Si tratta di un impegno di legislatura, di un lungo e difficile lavoro di ricognizione – ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Augusto Battaglia – su quanto dovremo realizzare per rispondere in modo sempre più adeguato alla domanda di salute dei cittadini".

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