I carabinieri del Nas di Napoli hanno eseguito questa mattina 39 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip nei confronti di medici, farmacisti, dipendenti e titolari di un depositario farmaceutico. La truffa è stata realizzata utilizzando ricettari in dotazione esclusiva dei medici coinvolti ed in parte provento di furto, sui quali i sanitari prescrivevano ad ignari assistiti specialità medicinali ad alto costo, che venivano richieste in pagamento all’ Asl da parte di farmacie compiacenti. L’entità della truffa è stata stimata in circa 4 milioni di euro.

Duro il commento del Movimento Difesa del Cittadino che lancia un monito a Federfarma: "Controlli i suoi associati invece di spendere soldi in inutili campagne pubblicitaria". Nel mirino dell’associazione è la campagna pubblicitaria che ha come slogan "Farmacia, la casa della salute", il ritiro immediato della quale era già stato chiesto nei giorni scorsi a Federfarma da parte dell’associazione.

A proposito della vendita dei farmaci da banco anche nei supermercati sotto la vigilanza di personale specializzato, secondo il Movimento Difesa del Cittadino, Federfarma dovrebbe fare una scelta: "Se i farmacisti vogliono difendere l’esclusività della vendita dei farmaci, devono rinunciare a tutte le altre "merci varie" e soprattutto devono rinunciare a quel rapporto farmacie-popolazione che è una vera rendita di posizione che assicura ai farmacisti lauti redditi, impedendo a migliaia di giovani laureati in farmacia di trovare un lavoro. Se poi Federfarma teme che con la vendita nei supermercati aumenti il consumo dei farmaci da banco, non si capisce davvero perché non protesti contro la massicce e dispendiose campagna pubblicitarie che da sempre vengono fatte in Tv nelle ore più costose per questo tipo di farmaci".

Secondo il Codacons "L’operazione di oggi dei Nas di Napoli dimostra la validità di quanto sostenuto più volte dal Codacons. Più volte abbiamo chiesto, infatti, di indagare sui rapporti tra medici, farmacisti ed industrie farmaceutiche. Tramite dipendenti di un depositario senza scrupoli e dottori compiacenti e disonesti si possono vendere farmaci inutili o costosi pur di arricchirsi a vicenda.

"Questa truffa – precisa l’associazione – non solo ha un costo per il Servizio Sanitario Nazionale, ma spesso anche per il consumatore, costretto a comperare farmaci più cari rispetto ad altri o di qualità inferiore, perché meno efficaci rispetto alla propria patologia, o addirittura farmaci placebo che servono assai a poco. Per questo il Codacons chiede ai Nas di fare verifiche a tappeto, incrociando i dati delle prescrizioni dei medici di base con le vendite delle farmacie, per verificare, in tal modo, eventuali anomalie".

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