Più di un italiano su due fa ricorso a conoscenze e raccomandazioni per accedere agli ospedali della penisola. Ma questo dato medio nazionale viene smentito in tre regioni del centro e del nord Italia, che si attestano su livelli decisamente più bassi. E’ il risultato di un’indagine realizzata dal Forum per la Ricerca Biomedica in collaborazione con il Censis, secondo la quale il 55,5% degli italiani riconoscono di aver utilizzato mezzi non proprio ortodossi per accelerare l’iter di ingresso in ospedale: amicizie, conoscenze, segnalazioni.

Lo studio del Forum per la Ricerca Biomedica ha raffrontato questa percentuale con quella di quattro regioni italiane: Sicilia, Marche, Emilia Romagna e Veneto. Se la Sicilia si tiene su livelli appena inferiori, ma sostanzialmente simili a quelli della media nazionale, diverso è il discorso per le altre realtà. Le Marche, per esempio, si attestano al 35,2%. L’Emilia Romagna fa anche meglio, con il suo 31,1%. Ma il record spetta decisamente al Veneto, dove la pratica di ricorrere ad amici e conoscenti per accedere più in fretta in ospedale riguarda solo il 28,2% dei cittadini.


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