Qual è il ruolo dell’ospedale nella dimensione delle odierna realtà metropolitana e come riqualificare tale struttura sanitaria all’interno della grandi città? Queste sono state le problematiche affrontate nell’incontro "L’ospedale e la città: come gestire il cambiamento" svoltosi oggi presso il centro ospedaliero San Giovanni-Addolorata di Roma.

"Il diritto alla Salute è il tema prioritario su cui si misura il grado di civiltà di un Paese – ha affermato Cristina De Luca, responsabile Dipartimento Solidarietà della Margherita – ed in tale prospettiva occorre collocare il servizio ospedaliero delle città". "L’ospedale – sostiene l’esponente della Margherita – è una struttura vivente, l’elemento chiave per lo sviluppo sociale. La legge quadro 328/2000, che prevede il sistema integrato per gli interventi ed i servizi sociali, ribadisce la centralità del territorio, in cui la sanità è al centro della rete dei servizi; ma a tale provvedimento legislativo non è seguita un’attuazione capillare, se non in alcune esperienze locali. Il cambiamento culturale auspicato, in cui il diritto alla salute sia il motore di sviluppo della società, non c’è stato".

Per l’On.De Luca queste sono le sfide basilari per concepire l’ospedale come "punto di raccordo e sintesi" sul territorio: ripensare la struttura come luogo aperto, dove il cittadino trovi assistenza e cura, e come luogo di accoglienza sia dal punto di vista relazionale che architettonico; inserire l’ospedale in rete con gli altri servizi offerti (no profit, terzo settore, volontariato etc.); superare il binomio antitetico quantità-qualità, efficienza-efficacia in funzione della centralità della persona. "La sfida finale – ha concluso Cristina de Luca – è puntare sulla qualità globale, una qualità dell’accoglienza, dell’informazione, dell’organizzazione, della prestazione: in sintesi una qualità della relazione".

Per Luigi D’Elia, Direttore Generale Asl San Giovanni-Addolorata di Roma, in questi anni la sanità è stata abbandonata, per seguire altri criteri valutativi estranei ai valori della solidarietà e della dignità della persona: "Occorre far sì che l’ospedale diventi territorio al fine di tutelare il diritto alla salute ed alla vita dei cittadini".

"La salute è condizione essenziale per essere cittadini – ha ribadito Maria Pia Garavaglia, vice Sindaco di Roma – ed è necessario garantire condizioni di eguaglianza in tutta la nazione, ai sensi dell’art.3 della Cost. La competenza primaria ed esclusiva in materia sanitaria appartiene alle regioni (art.117 Cost.), ma da Udine a Lampedusa a bisogni uguali si esigono risposte uguali: lo Stato deve garantire ciò, mentre le regioni possono aggiungere delle opportunità". Il vice sindaco ha sottolineato l’impegno della Capitale nel mantenere, nonostante il taglio operato dal Governo di 250 milioni di euro, intatti i fondi per i servizi sociali. "L’ospedale è nel territorio ed il territorio va dentro l’ospedale – ha dichiarato l’On.Garavaglia. Un ospedale che costituisce il cuore pulsante della sanità. Gli impegni nel settore della salute, che l’Unione si propone di attuare nella prossima legislatura, sono il criterio per giudicare la solidarietà e la democraticità del sistema".

"Dato che in Italia la terza e la quarta età costituiscono la parte preponderante della popolazione totale (solo a Roma il 21% dei cittadini ha più di 65 anni e ben il 4% ha oltre 50 anni) ed il problema dell’invecchiamento ha risvolti socio-economici rilevanti, occorre ridefinire il ruolo dell’ospedale nelle nostre città trovando delle soluzioni concrete da attuare". E’ quanto sostiene l’associazione "Salute-Ambiente", intervenuta al dibattito. Secondo l’associazione i punti fondamentali per riqualificare le strutture ospedaliere nell’ambito del territorio urbano sono: il potenziamento o la creazione di centri residenziali per anziani (centri diurni e residenze assistenziali); potenziamento dell’assistenza domiciliare (con notevoli risparmi economici per le Asl, meno posti letto occupati e minori liste d’attesa); sviluppo della medicina specialistica sul territori; maggior correlazione tra medico di famiglia e medico ospedaliero; miglioramento della medicina scolastica; informazione sulla politica sanitaria sia tra i medici che tra i pazienti.

 

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