L’ Assessorato per il Diritto alla Salute della Regione Toscana ha deciso di intensificare la campagna da tempo avviata per l’abbattimento delle liste di attesa, attraverso l’utilizzo di due nuovi strumenti: il risarcimento o la sanzione. L’ Azienda sanitaria non riesce a garantire entro 15 giorni al cittadino la prima visita specialistica (visita cardiologica, ginecologica, oculistica, neurologica, dermatologica, ortopedica e otorinolaringoiatrica)? Risarcirà l’utente con 25 euro. Il cittadino, dopo aver prenotato, anche telefonicamente, una visita o un esame diagnostico non si presenta all’appuntamento senza aver preavvisato almeno 48 ore prima o non ritira il referto entro 15 giorni? Paga alla Asl 25 euro.

"Già il Piano sanitario regionale 2005-2007, ricorda l’assessore per il diritto alla salute, si era posto l’obiettivo di qualità di garantire le visite specialistiche (prime visite) entro i 15 giorni e in questi mesi, pur con dati diversificati, le Asl avevano migliorato le loro prestazioni. Con la delibera approvata ieri l’obiettivo diventa vincolante, pena il risarcimento economico a titolo di indennizzo assicurato al paziente, il quale non verrà caricato di alcun aggravio amministrativo. Il risarcimento sarà a carico del bilancio della Asl e verrà erogato entro un tempo massimo di sei mesi".

Le sette visite specialistiche prescelte sono quelle a più alto impatto per la salute, e rappresentano circa il 50% del complesso di visite specialistiche effettuate ogni anno in Toscana (circa 4 milioni e mezzo). Il risarcimento non verrà invece assicurato se il cittadino non accetterà, per una sua diversa scelta del luogo, della data e del professionista, la prestazione proposta dalla Asl in uno dei suoi presidi entro il tempo massimo previsto. In alcuni casi sono previste sanzioni anche per per il cittadino. Accade infatti piuttosto spesso (oltre il 10% dei casi in media) che il paziente prenoti una prestazione, visita o esame diagnostico, e poi non si presenti, senza avvertire della sua rinuncia. E accade altrettanto spesso che nei magazzini delle Asl si accumulino referti compilati e non ritirati. Tutto questo è spesso fonte di disguidi amministrativi, perdite di tempo e in conclusione di un allungamento dei tempi di attesa. In questo caso sarà il cittadino a dover risarcire la Asl, con i 25 euro di sanzione. Da una parte quindi lo stimolo è rivolto alle aziende, perché garantiscano prestazioni sempre più integrate ed efficienti nei settori a maggiore impatto e a tutto il sistema, perché utilizzi criteri sempre più coerenti di appropriatezza; dall’altra al cittadino perché utilizzi con serietà i servizi disponibili.

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