Il Tribunale di Roma, con Sentenza N.15246 emessa nel mese di settembre scorso ha condannato la ASL Roma/Bal pagamento della retta mensile di frequenza presso una struttura ospedaliera in Inghilterra, a favore dei genitori di un ragazzo affetto da una grave forma autistica, che non avevano trovato una assistenza adeguata nel nostro territorio regionale.

Infatti, nel 2000 la famiglia del ragazzo autistico, dopo aver vissuto per ragioni di lavoro nel paese anglosassone (nel quale il giovane era stato accolto presso centri altamente specialistici), erano tornati in Italia. Rivolgendosi alle strutture ospedaliere nazionali e dopo aver atteso invano di poter inserire il figlio presso un’apposita struttura locale (a causa delle lunghe liste di attesa), avevano optato nuovamente per un adeguato ricovero all’estero.

La sentenza del Tribunale capitolino accoglie le osservazioni dei legali dei familiari che sostenevano l’inidoneità dei centri di Nettuno e di Reggio Emilia ad ospitare il giovane, a causa del sovrannumero dei pazienti e della oggettiva impossibilità di accogliere soggetti autistici per lunghi periodi. L’ASL – si legge nel corso del giudizio – aveva invece proposto tali strutture per il ricovero.

Le prestazioni terapeutiche-riabilitative di cui il paziente ha bisogno – ha sostenuto il Tribunale di Roma – dimostrano la necessità di utilizzare un’idonea struttura situata all’estero per garantire al giovane il diritto alla salute previsto dall’art. 32 della Costituzione. ricovero, negando nel caso l’esigenza di cure all’estero.

L’art. 7 della legge n. 104/92 afferma che "la cura e la riabilitazione della persona handicappata si realizzano con programmi che prevedano prestazioni sanitarie sociali integrate tra loro" e che a tal fine il servizio Sanitario Nazionale utilizzando strutture proprie o convenzionate "assicura gli interventi per la cura e la riabilitazione precoce della persona handicappata, nonchè gli specifici interventi riabilitativi e ambulatoriali, a domicilio o presso centri socio-riabilitativi ed educativi a carattere diurno o residenziale". In tal senso va dunque assicurata al paziente la possibilità di ricovero all’estero, con spese a carico del S.S.N.

Dopo un lungo iter giudiziario, durante il quale si era costituito lo stesso Ministero della Salute oltre alla ASL RM/B, il Tribunale di Roma si è finalmente espresso nel merito della vicenda, giungendo alla suddetta decisione. Il Tribunale ha anche richiamato apposite decisioni della Corte di Giustizia Europea in tema di libera circolazione anche con riguardo a prestazioni di servizi (Corte di Giustizia 12 luglio 2001, causa n. 157/99 e Corte di Giustizia 17 dicembre 1981, causa n. 279/80). Il Giudice ha, infine, stabilito che l’azienda sanitaria obbligata a corrispondere a ciascuno dei ricorrenti 77.000,00 euro a titolo di risarcimento del danno esistenziale.

 

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