L’istruzione degli italiani è in caduta libera, ormai da diversi anni. Il Paese investe sempre meno nella scuola, gli insegnanti sono sottopagati e laureati e diplomati, in Italia, sono meno della media europea. Eppure gli studenti italiani passano sui banchi scolastici un numero maggiore di ore rispetto ai compagni europei: una media di 8,316 ore per le scuole elementari e medie contro le 6.732 ore della media Ocse. Ma il tempo passato a scuola non è direttamente proporzionale alla qualità dell’istruzione offerta.

Questo è il quadro che emerge dal rapporto sull’educazione scolastica pubblicato oggi dall’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il rapporto assegna all’Italia il 29° posto, su 34 Paesi europei, per gli investimenti nell’istruzione: alla scuola italiana va il 4,8% del Pil (spesa stabile da anni) contro una media Ocse del 6,1%. Per quanto riguarda gli stipendi degli insegnanti, i dati sono abbastanza significativi: dal 2000 al 2009 in Italia sono diminuiti dell’1% mentre negli altri Paesi europei sono aumentati in media del 7%. Questo evidentemente si riflette sul grado di istruzione degli italiani: diplomati e laureati sono molto meno della media Ocse. La media per l’Italia è rispettivamente del 70,3% e 79% mentre quella Ocse dell’81% e 84%. A fronte di ciò, per ogni studente l’Italia spende molto: 8.200 dollari per la scuola dell’infanzia e 9.600 per l’università, mentre la media Ocse è di 6.200 per la scuola dell’infanzia e di 13.700 per l’università. Infine, le università italiane attirano soltanto l’1,8% degli studenti stranieri.


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