Il Tribunale civile di Venezia ha condannato la società Ecologica sas a versare 10mila euro ad un dipendente Telecom, che rientrando nell’appartamento in cui viveva dal 1989, trovava abiti e oggetti personali nell’androne del condominio e la serratura di casa modificata.

Il fatto. Nell’aprile del 2000 il dipendente occupava legittimamente la casa albergo di Favaro, di proprietà delle Poste. L’appartamento gli era stato concesso a titolo di alloggio di servizio nel gennaio del 1989, in qualità di dipendente dell’Azienda di Stato per i servizi telefonici. Nel 1992, l’uomo era passato sotto le dipendenze di Telecom, ottenendo di poter conservare l’alloggio di servizio, pagando una quota d’affitto pari a circa 170 euro. Nel gennaio del 2000 la gestione della casa albergo di Favaro passò alla società Ecologica sas, la quale tentò di imporre un consistente aumento del canone. Il dipendente si oppose e da qui la reazione estrema della società di entrare in casa e sfrattare l’uomo.

Il giudice ha ritenuto illegittimo il comportamento della società inquadrando quest’ultimo nella fattispecie penale di violazione di domicilio ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. "Per sfrattarlo, precisa il giudice, avrebbe dovuto presentare ricorso al Tribunale e attendere la sentenza". L’avvocato Luca Di Rocco, legale del dipendente, ha commentato: "Il tribunale ha correttamente riconosciuto il punto fondamentale della causa che era la tutela del cittadino nel suo domicilio, anche in situazioni di locazione particolari. Inoltre, il riconoscimento del danno morale è un passaggio estremamente importante, per la sua rilevante quantificazione, esso infatti costituirà – come precedente giurisprudenziale – un notevole deterrente, anche e soprattutto per le persone giuridiche che spesso approfittando del notevole divario economico a loro favore per imporre illecitamente la loro volontà."

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