Importo massimo fatturabile in bolletta di 12,50 euro per ogni comunicazione, informazioni chiare e consenso espresso dell’utente prima dell’erogazione del servizio, maggiore tutela per i minori. È quanto prevede un provvedimento di disciplina dei servizi a sovrapprezzo presentato oggi a Roma dal Ministro delle comunicazioni Mario Landolfi.

Si tratta di un decreto ministeriale che attende di ricevere i pareri delle commissioni parlamentari, ma dovrebbe entrare in vigore tra circa un mese, e che si propone di fissare regole omogenee per i servizi a sovrapprezzo offerti tramite rete fissa, mobile, Internet e televisione digitale, esclusi commercio elettronico e servizio abbonati (ex-12).

Il provvedimento coinvolge, in particolare, i servizi di carattere sociale-informativo (pubblica utilità, informazione abbonati, enti locali e pubbliche amministrazioni); servizi di assistenza e consulenza tecnico-professionale (assistenza clienti, consulenza sanitarie, legali ed economico-finanziarie, meteorologia, ecc.); servizi di chiamate di massa (televoto, sondaggi, concorsi, ecc.), servizi di intrattenimento (pronostici, maghi, astrologi, ecc.); vendita di prodotto e servizi trasmessi direttamente ed esclusivamente attraverso la rete di comunicazione elettronica (loghi, suonerie, audio e video).

Telefono sicuro e tariffe chiare le parole chiave dell’iniziativa del Ministero delle comunicazioni. E, infatti, la finalità è quella di rendere il telefono sicuro anche quando viene lasciato incustodito e costituire un’arma a danno dell’utente finale, soprattutto se a farne le spese sono i minori.

L’art. 5 del provvedimento è dedicata proprio alla loro tutela e a quella dei soggetti che si trovano in stato di vulnerabilità psichica: prevede che i servizi a loro forniti siano erogati con modalità forfetaria e non superino l’importo complessivo di 2,75 euro, IVA inclusa. Gli operatori di telefonia mobile, inoltre, dovranno osservare un codice di condotta per l’offerta di servizi a sovrapprezzo, oltre alle leggi e ai regolamenti volti a tutelare i diritto dei minori.

Ma le novità non finiscono qui. Innanzitutto si prevede che le informazioni e le prestazioni richieste siano precedute da un messaggio di presentazione gratuito, che illustri chiaramente i dati informativi relativi. Inoltre, solo con il consenso espresso dell’interessato è ammessa l’accettazione del servizio (fanno eccezione i servizi di carattere sociale-informativo).

Oltre al divieto di interruzioni pubblicitarie delle informazioni fornite nel corso di servizi tariffati in base alla durata, il decreto stabilisce anche l’importo massimo fatturabile in bolletta per ogni comunicazione in 12,50 euro, esclusa IVA. In questo caso, però, se l’addebito supera tale importo, la fatturazione dovrà essere effettuata direttamente dal centro servizi e non dal fornitore di sevizi di comunicazione elettronica.

Per evitare di trovare a fine mese bollette salate, in particolare se il telefono viene lasciato incustodito, l’abbonato potrà richiedere un tetto massimo mensile per i servizi a sovrapprezzo di 50 o 100 euro. In alternativa, suggerisce il Ministro Landolfi, può scegliere la vecchia strada del PIN, cioè del blocco selettivo delle chiamate, la cui attivazione può essere richiesta gratuitamente al proprio operatore telefonico.

Per quanto riguarda le chiamate a sovrapprezzo su Internet con "dialer", quest’ultimo non deve configurarsi automaticamente come modalità di connessione principale, né deve generare connessioni ripetute alla numerazione su cui si eroga il servizio a sovrapprezzo.

Infine, se il servizio a sovrapprezzo viene offerto mediante invio all’utente di SMS o MMS a pagamento, questo deve essere preceduto da un messaggio gratuito che deve indicare:
– costo per singolo messaggio o per contenuto fornito
– numero massimo di messaggi o il numero massimo di contenuti forniti
– se è un servizio di abbonamento
– sintassi per la disattivazione del servizio.
Per i servizi in abbonamento che durano più di un mese, è escluso il rinnovo tacito dell’abbonamento e deve essere inviato mensilmente all’utente un messaggio gratuito con l’avviso di abbonamento in corso e l’indicazione della scadenza contrattuale.

"Finalmente il Ministero delle comunicazioni ha preso atto dell’insostenibile situazione relativa ai servizi in sovrapprezzo, tipo SMS con suonerie o dialer. Negli ultimi due anni centinaia di migliaia di utenti hanno dovuto pagare bollette salatissime per servizi attivati inconsapevolmente dai minori o per dialer auto-installanti". Questo il commento del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), sul nuovo provvedimento. "Con questa regolamentazione – spiega Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – il Ministero pone un argine a queste vere truffe e appropriazioni indebite".

Tuttavia, secondo il Movimento, il provvedimento arriva tardivo e insufficiente. "Ancora una volta – spiega Francesco Luongo, responsabile del Dipartimento TLC del Movimento Difesa del Cittadino – si è persa l’occasione di stabilire l’elementare principio secondo cui tutti i servizi a sovrapprezzo devono essere disabilitati in partenza e resi utilizzabili solo dagli utenti che ne facciano espressa richiesta".

Anche sui tetti massimi di fatturazione fissati dal regolamento ministeriale il parere dell’associazione è negativo: "Di fatto, si autorizzano gli operatori e le tante piccole società che si sono lanciate nella giungla dei servizi di telefonia, a prelevare 2,75 euro a milioni di minori che utilizzano quotidianamente il cellulare.Discorso analogo per i 15 euro fissati quale tetto per ogni telefonata, che non rappresenta una tutela per l’utente, bensì l’ennesimo regalo agli operatori, che in questi anni hanno derubato le famiglie italiane".

Secondo i dati elaborati da MDC, il 56,8% dei reclami relativi alle bollette sballate riguarda proprio il settore della telefonia. Nel 2005 l’associazione dei ben 39.696 reclami denunciati da parte degli utenti, 22.532 riguardavano il settore della telefonia.

In particolare per il settore della telefonia fissa, tra i problemi più denunciati dagli utenti ci sono i servizi fatturati ma mai richiesti. Nel 2003, ma la stessa sorte è toccata al 2005, ben 300.000 famiglie italiane sono rimaste vittima di programmi pirata denominati dialer che inseritisi abusivamente sul pc collegato ad internet inviavano la chiamata verso un numero a pagamento. Per qualche ora in internet, così, le bollette a volte hanno raggiunto anche i 2.500 euro.

 

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