«Salute a tavola» è il programma di educazione alimentare che, elaborato dall’Arssa (Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo) per conto dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Abruzzo, sulla base del Programma interregionale di comunicazione ed educazione alimentare, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, coinvolge oltre seimila studenti con le famiglie e gli insegnanti.

Si tratta di un progetto educativo globale di formazione ed informazione multidisciplinare che riguarda settori d’intervento come la scuola, la ristorazione, la comunicazione di massa, la ricerca e la sperimentazione. Con l’anno scolastico in corso si è avviata la prima fase del progetto che ha riguardato esclusivamente la scuola primaria, con un coinvolgendo diretto non solo del personale docente e degli alunni ma anche delle relative famiglie. Il progetto promosso dall’Assessorato all’Agricoltura e dall’Arssa ha ottenuto una grandissima adesione da parte dei circoli didattici e degli istituti di tutta la regione: nelle quattro province sono stati infatti svolti 8 corsi che hanno visto la partecipazione media di 30 docenti a corso per un durata di 15 ore ed un coinvolgimento di circa 285 classi e circa 6mila alunni abruzzesi.

Nei corsi di formazione particolare successo hanno riscosso i «laboratori del gusto» nei quali si è mostrato, tramite una degustazione guidata, le diverse caratteristiche dei nostri prodotti tipici agricoli e le differenze con le produzioni industriali. «L’educazione alimentare che coinvolge i due principali nuclei sociali, la scuola e la famiglia – sottolinea l’Assessore regionale Marco Verticelli – deve essere uno degli obiettivi principali per garantire il futuro all’agricoltura e alla conservazione delle tradizioni produttive abruzzesi. C’è stata una grande partecipazione e questo non perché c’è molta voglia di conoscere meglio ciò che ci circonda e quello che mangiamo.

Oggi – aggiunge l’assessore – la maggior parte delle informazioni che arrivano al consumatore riguardano prodotti industriali che non vanno demonizzati ma che rischiano di far dimenticare l’ordine naturale delle cose, e cioè che i prodotti nascono dalla terra con il contributo dell’uomo e che oggi terra ha diversità nei suoi prodotti tipici e nelle sue abitudini alimentari». «Il nostro obiettivo è educare a riconoscere le forme, i profumi e i sapori dei nostri prodotti, imparando le differenze con prodotti simili che sono belli da vedere ma che non hanno identità – aggiunge il Direttore generale dell’Arssa Donatantonio De Falcis.

Dobbiamo scongiurare il rischio della massificazione e della globalizzazione del gusto e questo progetto va nella direzione di far vivere agli insegnanti, ai genitori e ai ragazzi le stesse esperienze sensoriali e quindi emozionali che consentono di memorizzare le differenze». Il primo ciclo ha riguardato la formazione dei docenti attraverso la collaborazione di Slow Food, e ci si è basati su un concetto di educazione alimentare «sensoriale»: promuovere una diversa cultura alimentare attraverso i cinque sensi e nello stesso tempo, evidenziare l’importanza del territorio e della produzione di qualità. Gli insegnanti hanno poi riportato la loro esperienza in classe elaborando specifici progetti di educazione alimentare con gli alunni i quali, realizzati con il contributo dell’Arssa che si sviluppano su di una componente prevalentemente pratica, attraverso lo studio delle filiere agroalimentari, laboratori sensoriali e del gusto e con visite guidate alle fattorie didattiche ed ai centri di produzione agricola di tutta la regione.


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