In materia di immissione nel territorio nazionale, a fini commerciali, di prodotti alimentari confezionati all’estero, la Cassazione ha sancito la responsabilità dell’importatore per colpa in caso di inosservanza dei requisiti di sicurezza igienico-sanitaria, anche prima della messa in commercio sul mercato interno.

La Corte Suprema (sez.III.sent. 19 gennaio 2005 -ud. 4 ottobre 2005) è stata chiamata a pronunciarsi sull’argomento in seguito ad una controversia nata dall’importazione di patate provenienti dall’Olanda, aventi un’elevata quantità di principio attivo di clorprofam (superiore ai limiti di legge consentiti). Nelle motivazioni della sentenza si legge "gli obblighi dell’importatore sono sostanzialmente parificati a quelli che gravano sui produttori nazionali, e quindi sono decisamente più consistenti di quelli gravanti sui rivenditori". Secondo la Cassazione l’importatore ha l’obbligo di introdurre in Italia solo sostanze destinate all’alimentazione rispondenti ai requisiti igienico-sanitari previsti dalla normativa e la sua responsabilità per colpa nasce ancor prima dell’immissione in commercio nel nostro paese.

"Per i prodotti alimentari confezionati nell’UE – ha ricordato la Corte – vige il principio della libera circolazione delle merci ma con un limite posto dalle norme nazionali in tema di tutela della salute pubblica secondo quanto stabilito dall’articolo 30 (già art. 36) del Trattato UE". L’importatore-commerciante, pertanto, è tenuto a tenuto a verificare la conformità del prodotto o dei componenti di esso alla normativa sanitaria con controlli che garantiscano la qualità della merce anche se importata in confezioni originali.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)