Il Gruppo Repressione Frodi del Nucleo Regionale di Polizia Tributaria "Puglia" della Guardia di finanza, su disposizione del G.I.P. del Tribunale di Trani hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco Casillo, imprenditore di Corato (Bari) a capo dell’azienda Molino Casillo che si occupa di produzione di semola e acquisto di grano duro.

Due i reati del codice penale contestati: avvelenamento di acque o di sostanze alimentari (art. 439) e adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari (art. 440) del, per aver, al fine di trarre ingiusto profitto, trasformato, mediante miscelazione con altro grano, grano duro contaminato da Ocratossina (sostanza cancerogena rilevata oltre i limiti di legge) in semole destinate all’alimentazione e al consumo, adulterando e corrompendo in tal modo il prodotto, in violazione delle norme comunitarie vigenti, rendendolo pericoloso per la salute pubblica.

"L’azione congiunta dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (Icrf) del Ministero delle politiche agricole e forestali e della Guardia di Finanza conferma l’efficacia, per quantità e qualità, dei controlli pubblici in Italia sui prodotti agroalimentari". Ha così commentato l’arresto il Ministro delle Politiche agricole e forestali Gianni Alemanno che ha aggiunto: "Ancora una volta sono i prodotti provenienti dall’estero a presentare il maggior rischio di contraffazione e frode. Un episodio che conferma la necessità di rafforzare le garanzie dell’etichettatura d’origine sui prodotti agroalimentari, per aumentare la tutela sia dei consumatori sia dei produttori italiani che investono sulla qualità".

Nel mese di dicembre del 2005, il Pubblico Ministero competente dispose una serie di perquisizioni e sequestri, provvedimenti finalizzati, da un lato a porre in sequestro preventivo d’urgenza il prodotto alimentare ormai avviato alla commercializzazione e, dall’altro a reperire tutta la documentazione igienico sanitaria afferente le analisi chimiche eseguite da laboratori pubblici e privati.

I provvedimenti vennero emanati del sequestro eseguito nel settembre 2005 sull’intero carico di grano duro di origine canadese, ammontante a circa 58.000 tonnellate, trasportato da una motonave attraccata nel porto di Bari. Le analisi eseguite da laboratori dell’Ispettorato Centrale Repressione Frodi del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, e rese note agli inizi di dicembre, avevano evidenziato la presenza nell’intero carico di Ocratossina, una tossina altamente nociva per la salute umana, sia per assunzione diretta del prodotto contaminato, sia indirettamente, attraverso il consumo di carni di animali nutriti con mangimi ottenuti dalla decorticazione dei chicchi di grano. Le percentuali della sostanza cancerogena accertate erano superiori, in alcuni casi, a tre volte i limiti massimi consentiti dalla normativa sanitaria comunitaria in materia di alimentazione umana.

 

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