Promuovere l’allattamento materno e rafforzare la legislazione sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno per adeguarla al Codice Internazionale OMS/Unicef e le successive risoluzioni. E’ questa la risposta di IBFAN Italia e Lega Consumatori-Acli Toscana alla notizia del maxi-ritiro delle confezioni di latte per neonati "Mio" e "Nidina" della Nestlé per la presenza di tracce di IsopropilThioXantone (ITX), in Italia come in altri Paesi europei.

"In assenza di informazioni definitive sul rischio eventualmente associato alla presenza di questa sostanza nelle confezioni di latte – affermano le due associazioni – desideriamo precisare come sia innanzitutto corretto applicare il principio di precauzione. Pur tuttavia, questo episodio conferma ciò che la nostra, ed altre organizzazioni di promozione e protezione dell’allattamento materno, sostengono da sempre: se allattare al seno fosse una pratica "normale" e una grande proporzione di madri non venisse indotta ad usare senza necessità latti artificiali, tutto questo non accadrebbe o avrebbe una importanza del tutto relativa. La salute e la crescita dei nostri bambini sono beni troppo preziosi per permettere alle compagnie produttrici di latte artificiale di farne strumento di profitto: all’immorale promozione commerciale dei loro prodotti deve essere posto un limite ovunque: qui e nei Paesi poveri, laddove le conseguenze dell’utilizzo del latte artificiale sono devastanti per milioni di neonati."

Inoltre, aggiungono le citate organizzazioni, che lo scorso 28 febbraio 2005 hanno inviato una lettera al Direttore della Direzione Igiene, Alimenti e Sanità Pubblica Veterinaria (Dott. Romano Marabelli), al Presidente Istituto Superiore della Sanità (Dott. Enrico Garaci) e per conoscenza all’allora Ministro della Salute (On. Prof. Girolamo Sirchia) per chiedere notizie circa la quantità e la qualità dei controlli effettuati sugli alimenti per lattanti in polvere prodotti e/o commercializzati in Italia, nonché i necessari provvedimenti da adottare al fine di tutelare la salute dei neonati ed il diritto dei genitori ad informazioni complete e indipendenti, che "agli interrogativi posti nella nostra lettera nessuno ha mai dato risposta: un fatto estremamente grave, soprattutto alla luce dei recenti accadimenti". Nel frattempo, la OMS ha emanato una risoluzione in cui si pone l’accento sui rischi derivanti da questo tipo di contaminazione, chiedendo agli stati membri di intervenire anche obbligando le compagnie a mettere avvisi sulle confezioni dei prodotti che richiamino l’attenzione sul fatto che non sono sterili. Quella della contaminazione con ITX è solo l’ultima di una serie di incidenti legati alla produzione industriale del latte artificiale.

A questo proposito, recenti indagini condotte da diversi istituti come il FDA USA – l’Ente federale di controllo degli alimenti statunitense – e l’EFSA – l’European Food Safety Agency-Agenzia, Europea per la sicurezza alimentare – rivelano che i comuni latti formulati in polvere non sono alimenti totalmente sterili e che in tutti i paesi si registrano periodicamente casi di infezioni anche gravi e letali di neonati, soprattutto prematuri e/o immunocompromessi, a causa di batteri presenti nelle confezioni già prima della loro apertura. Ben una su otto delle confezioni di latte in polvere in commercio risultano contaminate; questo ha portato a raccomandare che nei reparti maternità i bambini al di sotto delle 4 settimane di vita, che per una qualsiasi ragione non possono essere allattati , vengano alimentati con latte artificiale liquido, ossia sterile. Infine, sia l’OMS che la FAO, le quali hanno pubblicato un documento congiunto per spiegare quali sono i rischi connessi alla contaminazione e come fare per minimizzarli, raccomandano come migliore mezzo di prevenzione l’allattamento al seno.

 

 

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)