La presenza dell’ITX negli alimenti, anche se indesiderabile, non è causa di preoccupazione per la salute ai livelli riportati. Lo afferma l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare precisando che l’ITX è una sostanza utilizzata negli inchiostri applicati ai materiali di confezionamento, tra cui gli alimenti confezionati in cartoni.

Sotto la lente dell’Autorità quattro tipi di prodotti a base di latte, tra cui prodotti per neonati, latte e bevande di soia, succhi di frutta, nettari di frutta ed altre bibite. L’attività del gruppo scientifico – si legge in una nota – si è concentrata sulla valutazione della possibile esposizione a questa sostanza nonché della sua potenziale genotossicità. Nel processo di valutazione dell’esposizione, l’Efsa ha fatto riferimento principalmente ai dati disponibili sui livelli di ITX individuati dall’industria negli alimenti confezionati in cartoni stampati con inchiostri contenenti la sostanza.

Dalle analisi è emerso che la composizione dell’alimento stesso aveva un impatto sui livelli rilevati. In base alle segnalazioni – prosegue la nota – i livelli di ITX negli alimenti contenenti grassi erano più elevati che nei prodotti a base di acqua. I livelli più elevati della sostanza chimica sono stati riscontrati nei prodotti a base di latte, seguiti da prodotti "torbidi" quali il succo d’arancia e di pomodoro (a causa della presenza di polpa). L’ITX non è stato rilevato nei succhi di frutta "limpidi" quali il succo di mele, né è stata rilevata la sua presenza nell’acqua. Inoltre, anche la dimensione della confezione sembra avere un ruolo in quanto i livelli rilevati nei cartoni più piccoli erano relativamente più elevati dei valori riportati nei cartoni più grandi.

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