"E’ scandaloso che si sia dovuti arrivare a un intervento di un corpo di polizia per bloccare un prodotto che potrebbe far male ai bambini". Questo il commento di Greenpeace, la quale più volte ha denunciato la presenza di sostanze velenose nei prodotti per l’infanzia. Nonostante il nuovo Regolamento Europeo sulle Sostanze Chimiche (REACH), approvato giovedì scorso, le lobby delle industrie del settore sono riuscite ad eluderne le disposizioni. Mediante alcune esenzioni le società chimiche potranno infatti continuare a produrre dei composti, senza dover fornire informazioni di base a garanzia della sicurezza sanitaria.

Secondo Greenpeace il caso Nestlè ha dimostrato che non bisogna cedere alle pressioni delle lobby, come sta avvenendo invece in Europa. La sostanza utilizzata dalla Nestlè, l’IsopropilThioXantone (ITX) – denuncia l’Associazione – è un fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set. Si presenta come una polvere giallastra, insolubile nell’acqua e i suoi possibili effetti sulla salute sono ancora ignoti.

"Sono ancora migliaia – ha dichiarato Vittoria Polidori, responsabile inquinamento di Greenpeace – le sostanze chimiche di cui non disponiamo di dati sufficienti a tranquillizzarci sulla loro pericolosità. REACH dovrà essere un passo avanti importante in questa direzione e non invece una marcia indietro rispetto agli attuali standard".

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