Il Movimento Difesa del Cittadino invita i consumatori ancora in possesso di confezioni di latte Mio; Mio Cereali; Nidina 2; Nidina 1 (quest’ultimo con scadenza maggio 2006) a non gettare le confezioni e ad attendere le disposizioni che saranno fornite dalla Direzione del Corpo Forestale dello Stato incaricato dei sequestri dalla Procura di Ascoli Piceno.

L’associazione infatti denuncia l’assoluta mancanza di disposizioni fornite ai cittadini per le confezioni di latte adulterato già acquistate dalle mamme nei supermercati e sottolinea che risultano sequestrate Corpo Forestale dello Stato solo le confezioni presenti negli esercizi commerciali, mentre non è stata data alcuna notizia o informazione ai consumatori che hanno ancora in casa il latte inquinato da considerarsi come rifiuto tossico. Molti comandi regionali e provinciali del Corpo Forestale, dopo le segnalazioni di MDC, avrebbero richiesto delucidazioni su cosa rispondere ai cittadini alla Direzione del Corpo, che tuttavia non ha ancora fatto sapere nulla a riguardo.

Anche il numero 1500 predisposto dal Ministero della Salute – aggiunge l’associazione – è praticamente intasato da chiamate e nessuno sa cosa debbano fare i cittadini. "In attesa di disposizioni ufficiali consigliamo ai consumatori di non gettare i cartoni di latte ed il loro contenuto, anche per non perdere la prova dell’avvenuto acquisto del prodotto" è il consiglio che Francesco Luongo della Direzione Nazionale dell’associazione dà ai consumatori. Secondo Luongo, "se è positivo che dai primi dati dell’Istituto Superiore di Sanità la sostanza inquinante presente nelle scatole non è particolarmente dannosa, è anche vero che non può certo permettersi ad un produttore di mettere in commercio del latte per infanti inquinato da agenti chimici e pensare che una tale negligenza passi come se nulla fosse. Quanto meno i negozianti dovranno dare un bonus per il valore del latte non utlizzato."

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