L’ennesimo scandalo alimentare, quello delle mozzarelle blu prodotte in Germania e vendute in tutta Europa, ha mosso il sistema di allerta comunitario, il Rasff (Rapid Alert System for Food and Feed). Nato circa 30 anni fa questo sistema oggi riceve notifiche dai 27 Stati membri e, ogni 3 mesi, pubblica un rapporto. Nel secondo trimestre del 2010, il Sistema di allerta rapido comunitario sugli alimenti e mangimi (Rasff) ha trattato 803 notifiche, pervenute sia dalla Commissione Europea che da parte degli Uffici periferici, Assessorati alla Sanità e comando Carabinieri per la Tutela della Salute. Le notifiche giunte dall’Italia sono state 149.

Si tratta di irregolarità sia di natura igienico-sanitaria (contaminanti microbiologici, residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di altra natura (etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario, frodi, ecc.).

A livello comunitario, i maggiori contaminanti microbiologici riguardano la Salmonella (89 notifiche), la Listeria ed il riscontro di larve di Anisakis. I contaminanti chimici più diffusi sono, invece, le micotossine, residui di fitofarmaci, migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti, oltre che metalli pesanti. Per quanto riguarda la presenza di alcuni additivi, è diffusa quella di solfiti.

Le altre irregolarità riguardano merce con etichettatura non regolamentare dal punto di vista sanitario, assenza di certificazioni sanitarie, traffico illegale, presenza di corpi estranei o in cattivo stato di conservazione. Ben 18 notifiche hanno segnalato l’immissione sul mercato di OGM non autorizzati.

Sono stati i prodotti della pesca a riscontrare le principali irregolarità; al secondo posto frutta e vegetali, poi la carne, escluso pollame, e le erbe, spezie e materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Sono diminuite, rispetto al trimestre precedente, le segnalazioni per la frutta secca e gli snack.

Per quanto riguarda i prodotti a base di latte, le segnalazioni sono state 26 con problematiche di natura microbiologica, elevata carica batterica e muffe: i Paesi d’origine col maggior numero di notifiche sono la Germania (13) e la Francia (9).

Si può quindi affermare che quello delle mozzarelle blu è soltanto la punta di un iceberg: per mangiare sicuri bisogna controllare che il pesce non sia contaminato con metalli pesanti, che la frutta non contenga troppi pesticidi, che nella carne non ci siano contaminazioni di Salmonella e che nelle bevande non ci siano troppi additivi.


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