Il 97% degli alimenti monitorati dalle istituzioni pubbliche, privati e associazioni dei consumatori, in Italia, è privo di residui di agrofarmaci oltre i limiti di legge. E’ quanto emerge dai risultati, presentati oggi a Roma, dei controlli eseguiti dal Ministero della Salute, dall’Osservatorio Nazionale Residui (ONR) e dall’Intesa Consumatori. "La convergenza dei dati che emergono dal confronto dei vari dati relativi alla sicurezza di frutta e verdura in Italia – ha affermato il sottosegretario alla salute, Cesare Cursi, intevenuto alla conferenza stampa – non può che confortarci circa l’affidabilità del sistema dei controlli presenti nel nostro Paese."

Cursi ha inoltre espresso la propria preoccupazione per quanto riguarda le conseguenze dell’Europa a 25 nel settore della sicurezza alimentare. "Mi chiedo – ha aggiunto il sottosegretario alla salute – se i paesi appena entrati a far parte dell’Unione Europa attuino le stesse procedure di controllo alla produzione e distribuzione da noi applicate. Non possiamo chiedere ai nostri agricoltori investimenti a favore della sicurezza alimentare ed allo stesso tempo importare prodotti che non garantiscono i nostri standard di sicurezza e qualità".

Nel rapporto sul "Controllo ufficiale sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale – Risultati in Italia per l’anno 2004" del Ministero della Salute sono riportati i risultati di 7.334 campioni analizzati di frutta, ortaggi, cereali, olio e vino. Di essi 101 sono risultati superiori ai limiti massimi consentiti dalla legge, con una percentuale di irregolarità pari al 1,4%, mentre nel 67,2% dei casi non sono stati rilevati residui.

Sotto la lente dell’ONR oltre 16mila campioni di 170 tipi diversi di prodotti agroalimentari. I campioni sono risultati nel 97,1% dei casi entro i parametri normativi sui residui di agrofarmaci e quindi il 2,9% non sono regolamentari. Il 63,9% dei campioni è invece privo di residui rilevabili. "Dal 1997 ad oggi – ha spiegato Gian Pietro Molinari, coordinatore dell’ONR – abbiamo potuto registrare un’evidente riduzione dei residui irregolari e un sostanziale aumento dei campioni senza residui rilevabili". Nel 1997, infatti, i campioni con residui irregolari erano risultati il 3,6% mentre quelli senza residui solo il 34,1%.

Nell’ambito dell’iniziativa "Mangia più sicuro", promossa da Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori), in collaborazione con Coldiretti e Agrofarma, sono stati invece analizzati in Italia più di 300 campioni sui quali sono state ricercate circa 200 sostanze attive. Dal monitoraggio è emerso che il 98,3% dei campioni risulta nei limiti fissati dalla legge, il 64,4% è privo di residui e il 34,3% contiene residui in quantità inferiore ai limiti concessi dalla legge.

Tra le paure dei consumatori, secondo Silvio Borrello, Direttore Generale del Ministero della Salute, "ci sono soprattutto l’uso nei processi di produzione dei prodotti di origine vegetale di antibiotici, di ormoni e di antiparassitari. Ma i prodotti italiani sono tra i più sicuri in Europa". Secondo il rapporto del 2003, relativo al monitoraggio di residui di pesticidi in prodotti di origine vegetale nell’Unione Europea, Norvegia, Islanda, Liechtenstein, il 5,1%.

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