Nel 2005 l’1,3% dei campioni di frutta, ortaggi, cereali, olio e vino sono risultati non regolamentari per quanto riguarda i residui di prodotti fitosanitari. E’ quanto emerge dai risultati del "Controllo ufficiale sui residui dei prodotti fitosanitari negli alimenti di origine vegetale" del Ministero della Salute, presentati oggi a Roma.

Secondo il rapporto, quindi, 94 campioni su 7.132 sono stati rilevati positivi: si tratta di un risultato che porta ad una percentuale di irregolarità (1,3%) al di sotto della media europea, pari al 5% (nel 2004). Silvio Borrello, Direttore generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione, ha però evidenziato la volontà del Ministero di "mettere atto ad ulteriori strategie di controllo per scendere sotto lo ‘zoccolo duro’ dell’1%. Sarà pertanto attuato un progetto che vede il coinvolgimento degli Assessorati alla Sanità delle Regioni e Province Autonome e delle Associazioni degli Agricoltori, per il raggiungimento di tale obiettivo sanitario entro i prossimi tre anni".

Tra gli altri interventi del Ministero è previsto un "monitoraggio sia sul territorio che all’importazione delle matrici alimentari sia di origine nazionale, europea e dai Paesi terzi, risultate non regolamentari negli anni precedenti – ha aggiunto Borrello – Revisioneremo e potenzieremo inoltre la trasmissione telematica della raccolta dati sui residui di antiparassitari nei prodotti alimentari".

Tornando ai dati, nel settore ortofrutticolo i campioni analizzati sono stati 6.330: il 44,9% in più rispetto a quanto previsto dal Piano Nazionale (D.M. 23.12.1992) che ne prevede 4.370. L’irregolarità è stata rilevata nell’1,5% dei casi: 92 campioni positivi alle analisi, di cui 60 di frutta e 32 di ortaggi. Per quanto riguarda cereali, olio e vino sono state riscontrate percentuali più basse: su 802 campioni analizzati, 2 sono risultati non regolamentari, con un valore di irregolarità parti allo 0,2%.

Di fronte a questi dati il Ministero rassicura i consumatori: relativamente al livello di esposizione della popolazione italiana con la dieta, le stime di assunzione indicano che i residui dei singoli pesticidi ingeriti ogni giorno dal consumatore rappresentano una percentuale molto modesta dei valori delle dosi giornaliere accettabili.

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