Duecentocinquanta alunni tra bambini della materna e delle elementari e ragazzi delle scuola media saranno protagonisti di un progetto sperimentale di educazione stradale. E’ quanto prevede "Guidare per una vita, non una vita per guidare", il progetto frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale (Polizia Municipale e assessorato alla Pubblica Istruzione), la Società della Salute, il MIUR CSA di Firenze (ex provveditorato agli studi) e l’Azienda sanitaria fiorentina, che sta per entrare nella fase operativa. Già individuata la scuola in cui, da febbraio, il progetto sarà sperimentato: si tratta dell’istituto comprensivo statale "Manzoni-Baracca" a Peretola, dove sono presenti la scuola materna, l’elementare e la media inferiore. Sì, perché la novità del progetto è proprio questa: aver messo intorno a un tavolo i vari soggetti che finora, ognuno per le proprie competenze, si sono occupati di educazione stradale. E il risultato è un percorso didattico unitario che accompagna gli alunni dalla scuola materna fino alle medie inferiori, corso per il rilascio del patentino compreso.

Un percorso in cui l’educazione stradale vuole agire attraverso in coinvolgimento delle aree dello sviluppo cognitivo, percettivo-motorio, socio affettivo ed etico. Il progetto è stato presentato dall’assessore del comune di Firenze alla sicurezza e vivibilità urbana e presidente della Società della Salute Graziano Cioni, l’assessore alla pubblica istruzione Daniela Lastri, Marroni, Fabrizio Balducci del MIUR CSA di Firenze (ex provveditorato agli studi) e Donatella Frilli preside dell’Istituto comprensivo Manzoni-Baracca. "L’educazione stradale, intesa come al rispetto delle regole, è uno degli elementi fondamentali della politica dell’Amministrazione comunale nella lotta contro gli incidenti – ha spiegato l’assessore Cioni – insieme alla repressione e agli interventi strutturali, come le rotatorie e la separazione fisica delle carreggiate. Quello che serve è un diverso approccio culturale, dobbiamo far riscoprire ai cittadini-utenti della strada che il rispetto della vita, propria e altrui, ha più valore di correre a bordo dell’auto o del motorino. E questo vale soprattutto per i ragazzi: gli incidenti stradali sono infatti la prima causa di morte tra i giovani".

Nell’occasione l’assessore Cioni ha illustrato alcuni dati che fanno luce sulla situazione dei sinistri sulle strade fiorentine: nel 2005 si sono registrati 34 morti e oltre 5.500 incidenti. Le vittime quest’anno sono già 3 e gli incidenti 184. L’assessore Cioni ha anche snocciolato i dati relativi agli accessi al Pronto soccorso in seguito a incidenti. Tra Careggi e il Cto nel 2005 sono stati oltre 9.000 cui si devono aggiungere quelli degli ospedali dell’Azienda sanitaria". Nel 2004 (gli ultimi dati pubblicati) nei Pronto soccorso di Torregalli, Ponte a Niccheri e Santa Maria Nuova gli accessi di persone coinvolte in incidenti stradali sono stati oltre 10mila.

"Sono numeri drammatici – ha ribadito l’assessore – che testimoniano come quella degli incidenti sia ormai una vera e propria emergenza". "Si tratta di un progetto importante – ha aggiunto l’assessore Lastri – perché riguarda 250 bambini e ragazzi con un percorso che va dalla materna alla scuola media coinvolgendo anche gli insegnanti e i genitori su temi fondamentali come l’educazione al rispetto delle regole, in questo caso quelle del codice della strada. L’obiettivo è toccare la coscienza dei bambini ma anche degli adulti su un argomento, come quello del rispetto della legalità, che troppo spesso viene affrontato in modo superficiale". Tornando al progetto, l’educazione stradale è diventata ormai da anni insegnamento obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado con lo scopo di promuovere nei giovani la formazione in materia di comportamento stradale. I programmi riguardano la conoscenza dei principi della sicurezza stradale, delle strade, della segnaletica, delle norme per la condotta dei veicoli, delle regole di comportamento degli utenti.

Tre gli obiettivi che si pone la scuola in materia di educazione stradale: fare acquisire agli studenti un comportamento adeguato al superamento di atteggiamenti individualisti che costituiscono il primo limite per una valida vita comunicativa; fare acquisire agli alunni e alle loro famiglie la consapevolezza del fatto che non si tratta di un’educazione aggiuntiva, ma di una parte integrante della vita della scuola e che i risultati conseguiti sono anche legati all’azione e al ruolo assunto dalle famiglie stesse; tradurre le finalità dell’educazione alla sicurezza sulla strada in attività didattiche che tengano conto delle capacità, interessi e possibilità della fascia di utenza di alunni dai 5 ai 14 anni. Ma, come sottolinea il progetto, "l’insegnamento dell’educazione stradale non deve essere limitato al puro e semplice apprendimento di un insieme di regole, né deve essere occasionale. Deve al contrario rientrare in una specifica ed organica programmazione interdisciplinare che tenda alla formazione etico-sociale dei giovani che devono arrivare alla consapevolezza che il mancato rispetto delle regole lede il diritto degli altri alla sicurezza, poiché da un comportamento scorretto nasce una situazione di pericolo per sé e per gli altri".

"L’abilitazione a guidare deve essere un punto di arrivo, la fine di un percorso di educazione – ha aggiunto Banducci del MIUR CSA -. L’obiettivo della scuola è fare il modo che i ragazzi siano educati a guidare. Se il progetto funziona, l’idea è di estenderlo a tutte le scuole di Firenze". In dettaglio il progetto entrerà nella fase operativa a febbraio, dopo un corso di formazione per gli insegnanti delle classi che parteciperanno all’iniziativa. Ovvero un gruppo di 12/16 bambini dell’ultima classe (5 anni di età) della scuola materna, 99 alunni delle elementari (1° sezione C, 3° sezione A e 5° sezione A della Balducci, 2° sezione A e 4° sezione A della Baracca) e 46 (1° e 2° sezione D della Manzoni) cui si aggiungono i ragazzi delle 3° classi che, dopo aver frequentato i corsi per il patentino del ciclomotore, parteciperanno al corso di guida sicura a bordo dello scooter. Oltre agli interventi degli operatori della Polizia Municipale in classe, il progetto prevede i corsi di Vigilandia (presso San Salvi) per i pedoni per la 2° e 3° delle elementari, quelli per le bici per la 4° elementare e della 1° media (effettuati presso San Salvi), la visita alla centrale operativa della Polizia Municipale per la 5° elementare e la 2° media. Infine, per i ragazzi della 3° media, il corso di guida sicura a bordo dello scooter successivamente a quello per il patentino. Parti integranti del percorso sono anche la presentazione del progetto ai genitori dei bambini e ragazzi coinvolti (fissato per il 30 gennaio a partire dalle 17 presso l’auditorium della scuola Balducci) e, all’inizio di maggio, la cerimonia di consegna degli attestati ai partecipanti al progetto nel Salone dei Cinquecento.

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