A seguito dei numerosi nei giorni scorsi gli incidenti che hanno visto fra i protagonisti dei bambini, l’Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale)ha analizza più da vicino questo tragico aspetto sulla base dei soli dati Istat 2003 (gli ultimi disponibili). Secondo lo studio in totale nel primo (mezzo) anno dall’entrata in vigore della patente a punti i bambini da zero a 14 anni che hanno perso la vita sulla strada sono stati 133 di cui 96 maschi (72,18%) e 37 femmine (21,82%). I feriti sono stati ben 12.784, fra questi 7.536 i maschi (58,95%) e 5.248 le femmine (41,05%).

Analizzando il "ruolo" dei bambini vittime dei sinistri, l’Asaps ha constatato che 26 erano conducenti, 62 trasportati e 45 pedoni. Fra i bambini conducenti (ovviamente di biciclette) da zero a 5 anni si conta una sola vittima, da 6 a 9 anni sono 3 le vittime, tutti maschi. È da 10 a 14 anni che scatta in alto la lancetta del fattore rischio con 22 vittime, di cui 19 maschi e 3 femmine. I maschi fra i bambini conducenti sono oltre l’88%. I feriti fra i conducenti sono stati in totale 2.555, di cui 2.011 maschi (78,69%) e 544 femmine (21,29%). Anche fra i feriti la grande maggioranza si conta nella fascia d’età 10 -14 anni.

Fra i piccoli trasportati le vittime sono ben 62, di cui 35 maschi (56,45%) e 27 femmine (43,55%), con una forbice più stretta fra maschi e femmine. In questo caso i bimbi da 0 a 5 anni sono stati 24. Fra loro 13 i maschi e 12 le femmine. Da 6 a 9 anni le vittime sono state 15, con una leggera prevalenza delle femmine 8 contro 7. Da 10 a 14 anni sono state 23 le vittime. Tornano a prevalere in questa fascia i maschi 15 (65,22%) contro 8 femmine (34,78%). Complessivamente sono stati 8.385 i feriti fra i bambini trasportati, 4.361 maschi (52%) e 4.024 femmine (48).

L’Asaps coglie l’occasione per ricordare ai genitori l’importante ruolo dei seggiolini di trattenuta dei bambini, soprattutto ricordiamo l’esempio che possono dare ai loro bambini utilizzando, come previsto, loro per primi anche le cinture di sicurezza posteriori. È l’esempio la più valida forma educativa.


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