Il Rapporto sulla sicurezza stradale diffuso ieri dalla Commissione europea evidenzia come in Europa il numero dei morti sulle strade sia in diminuzione. Rispetto al 2001 con 41 mila decessi, il 2005 ha registarto 8 mila decessi in meno. Questo dato però non conforta la Commssione che per il 2010 intende dimezzare il numero di decessi. Per far questo infatti la Commissione ha chiesto ai governi e all’industria di aumentare gli investimenti nelle cosiddette "macchine intelligenti".

In Italia nel 2004 si registravano mille morti in meno rispetto al 2001 in cui le vittime erano 5600. La Francia ha registrato invece un calo maggiore da 8500 vittime nel 2001 è passata a 5500 vittime nel 2004. Secondo questo studio, nella UE a 15 le strade urbane sono più pericolose rispetto alle autostrade, con il 67% degli incidenti verificatisi all’interno della città. Ma gli incidenti fuori città sono più gravi infatti il 68% delle vittime si trovava su strade extraurbane. In generale ad essere più esposti ai rischi sono i piloti delle vetture, considerato il 64% dei morti di tutta Europa a fronte del 21% che erano invece passeggeri.
La macchina rimane il mezzo più pericoloso (64% dei decessi), segue la moto (14%), la bicicletta e motorini(6%). Il mezzo di trasporto più sicuro è invece l’autobus, nessuna vittima nel 2004.

La Commissione propone per ridurre gli incidenti e le vittime oltre all’utilizzo delle cinture di sicurezza di dotare il 3% delle auto europee di tecnologie anti-tamponamento per evitare così 4.000 incidenti all’anno e attrezzare lo 0,6% con sistemi anti-sbandamento nei sorpassi per evitarne così altri 1.500. Sono chiamate in causa anche le tecnologie contro i colpi di sonno, che cancellerebbero il 30% degli scontri mortali in autostrada e il 9% di tutti gli incidenti.

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