Circa un quintale di botti illegali sono stati sequestrati, in questi giorni, dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma. In particolare, circa un quintale di esplosivo è stato rinvenuto dai Carabinieri della Stazione Tomba di Nerone, all’interno di un circolo, dove erano custoditi artifici pirici e fuochi d’artificio di fabbricazione cinese, custoditi senza il rispetto delle norme di sicurezza. I Carabinieri della Compagnia di Palestrina hanno invece rinvenuto e sequestrato, in una cantina di pertinenza di un 56enne romano, 250 kg di botti divisi in batterie esplodenti, mortai artigianali e 50 kg. di polvere nera.

I nomi degli ordigni sono ispirati come sempre a vicende dell’attualità: oltre alla ormai nota bomba "Lecciso", è stata creata "L’isola", un botto di circa 6 kg riempito di di polvere nera e clorato di potassio che prima di esplodere emette del fumo bianco come un’isola vulcanica, in grado di lasciare a terra un buco di oltre mezzo metro, "Lucifero" e le consolidate "teste di Saddam".

I Carabinieri della Stazione di Nemi hanno denunciato un 29enne di Grottaferrata che nel proprio garage deteneva migliaia di confezioni di botti altamente pericolosi per un totale di 200 kg, di fabbricazione cinese, insieme ad alcune bombe carta ed ai soliti tric – trac, cipolle e castagnole.

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