E’ stata rinviata di un anno, all’1 luglio 2006, l’estensione a qualsiasi tipo di edificio degli obblighi in materia di impianti, previsti dalla legge 46/’90 per i soli edifici civili: cioè – secondo la definizione legale – abitazioni, studi professionali, sedi di persone giuridiche private e di associazioni.

Lo rende noto la Confedilizia, aggiungendo che la proroga – introdotta dalla legge di conversione del decreto-legge sfratti oggi approvata definitivamente – fa seguito ad istanze in tal senso rivolte, in particolare, sia dagli edili che dai commercianti.
Nel manifestare il proprio apprezzamento per il rinvio disposto dal Parlamento, la Confedilizia auspica che il tempo a disposizione sia impiegato per rivedere nel merito il problema, posto che l’estensione dell’applicazione delle norme sugli impianti non è prevista dalla legge delega per il Testo unico sull’edilizia (provvedimento quest’ultimo che invece la contiene) e che la relazione illustrativa dello stesso disponeva, anzi, il contrario.

L’estensione agli immobili ad uso industriale, commerciale, terziario delle norme in materia di sicurezza sugli impianti previste per i soli edifici civili avrebbe comportato ingenti spese per la proprietà edilizia e per gli stessi artigiani ed imprenditori interessati.


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