Il Censis ( Centro Studi Investimenti Sociali) in collaborazione con il Cnipi( Consiglio Nazionale dei Periti Industriali) hanno presentato oggi a Roma il Terzo Rapporto annuale sulla sicurezza stradale. Gli incidenti stradali sono ancora un grave problema per il nostro Paese: se è vero che diminuiscono di numero (-1,7%, dal 2000 al 2004) è anche vero che colpiscono un numero sempre più ampio di persone. Dal 2000 al 2004 gli individui che sono stati coinvolti in incidenti stradali sono saliti del 52,9%, passando da 210 mila circa a 322 mila circa. L’ indice di nocività sociale degli incidenti stradali è molto critico: si stima che le persone coinvolte negli incidenti stradali siano molte di più, pari almeno a 1.430.000, molte delle quali non denunciano nemmeno l’evento,il più delle volte per non incorrere nelle sanzioni di tipo assicurativo, o perchè gli incidenti lievi sono così diffusi da costituire una costante frequente nella quotidianità.

Dal Rapporto è poi emerso che gli italiani considerano il mezzo a due ruote quello più pericoloso( 31,9%), ma in realtà quello con cui accadono la maggior parte degli incidenti stradali è l’automobile( 81,9%), per cui le persone alla guida di un auto si sentono più sicure e sono indotte a sottovalutare i rischi sempre presenti.
La città è il luogo in cui ci si fa più male( 66,7%) perchè si concentrano i maggiori ostacoli alla sicurezza stradale: il traffico ( 57,5%), i parcheggi non regolari ( 43,8%), la sporcizia nelle strade ( 35,7%), la segnaletica stradale assente (27,9%), la scarsa illuminazione ( 27%).

"Fino ad oggi -ha dichiarato Berardino Cantalini, Presidente del Cnipi- abbiamo progettato e costruito mezzi di trasporto, navi, treni, auto, aerei, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni e ridurre i tempi di percorrenza. Però, a dispetto di un progresso costruito anche sul mito della velocità, oggi assistiamo a un sostanziale mutamento. Infatti, gli italiani si dichiarano "stanchi di correre" quando si mettono alla guida della propria auto. E, soprattutto, sono stanchi che qualcuno ancora si ostini a correre. Ne sono una chiara testimonianza la massiccia richiesta espressa dal nostro campione di maggiori controlli di polizia e l’ apprezzamento per la patente a punti, considerata il più valido deterrente contro le infrazioni al codice della strada, primo tra tutte proprio l’ eccesso di velocità." "Quel che emerge dalla nostra ricerca- ha continuato Cantalini- è che sono molte le cause che entrano in gioco nella dinamica di un incidente stradale e, in particolare: lo stato psico-fisico di chi guida( non solo stanchezza e distrazione, ma anche una condizione alterata dovuta all’ assunzione di sostanze alcoliche); le condizioni atmosferiche( pioggia, neve, gelo, nebbia); i comportamenti di guida palesemente scorretti; lo stato delle strade (cattiva illuminazione, scarsa qualità del manto stradale, assenza di segnaletica, incroci pericolosi);
la qualità del veicolo( battistrada consumati, freni difettosi).

E’ evidente che gli incidenti della strada sono prodotti da una disfunzione nei complessi sistemi che regolano l’ interazione fra decisioni, azioni umane, il sistema delle infrastrutture e tutti i tipi di veicolo. Per ridurre il numero di vittime della strada occorre perfezionare questi sistemi in modo che le disfunzioni si facciano meno frequenti." "In seguito al verificarsi degli incidenti-ha dichiarato in conclusione il Presidente del Cnipi- la maggior parte degli intervistati ha evidenziato una persistente condizione di attrito nei rapporti con le compagnie assicurative chiamate all’accertamento del danno e al suo risarcimento. Si sottolinea, ad esempio, la mancanza di un perito che non faccia soltanto gli interessi dell’ assicurazione e si invoca, tra le possibili soluzioni, la presenza di un consulente tecnico non di parte al quale affidare la ricostruzione dinamica dell’ incidente e le conseguenti valutazioni, in una prospettiva di arbitrato o di arbitraggio per quel che riguarda la quantificazione del danno."


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