Una polizia che svolge attività sempre più specializzate e che punta ad essere più vicina ai cittadini. E’ il ritratto della Polizia locale dell’Emilia Romagna emerso da una ricerca sul tema, presentata in questi giorni a Bologna e avviata nel 2003 dal Servizio promozione e sviluppo delle politiche di sicurezza e della polizia locale della Regione e dalla Scuola regionale di Polizia locale.

La ricerca, che è stata condotta tramite questionari distribuiti a 160 responsabili di struttura e a 140 amministratori locali di 167 strutture con più di 3 addetti della regione, ha approfondito le conoscenze sulla natura, i compiti e il fabbisogno formativo delle polizie locali. Secondo i risultati – si legge in una nota – alle attività abituali e "più classiche" come quelle di polizia stradale, commerciale, edilizia, polizia di sicurezza e di ordine pubblico, svolte da oltre il 70% delle strutture esaminate, vanno però ad aggiungersi sempre più spesso funzioni "alte" e specializzate come ad esempio le attività di polizia giudiziaria, svolte dal 50 al 70% delle strutture o quelle che rientrano nella sicurezza urbana come l´assistenza ai cittadini e la polizia di prossimità, svolte dal 20 al 50% delle strutture.

Tra gli obiettivi che la polizia municipale dovrebbe perseguire – continua la nota – i sindaci hanno indicato un ruolo sempre maggiore nelle politiche di ordine pubblico, sicurezza urbana e prossimità. Le "nuove attività" della polizia locale vengono per lo più svolte in un rapporto di collaborazione con l´Arma dei carabinieri e la Polizia di stato, ma anche con i servizi sociali e gli altri settori dei Comuni. Collaborazione quasi esclusivamente determinata da relazioni informali, mentre ancora non esiste una cultura istituzionale del coordinamento, né paiono di grande efficacia le intese esistenti a livello locale.

Dalla ricerca è inoltre emerso che il vigile di quartiere è diffuso in circa 1/3 delle strutture indagate ed è un servizio ritenuto importante, ma ad esso si dedica poca formazione specifica e, apparentemente, poco tempo e risorse. Per quanto riguarda il bisogno di formazione, il 99,1% degli intervistati ritiene necessario un corso preparatorio, mentre il 91,6% considera utili i corsi di aggiornamento professionale. Infine – conclude la nota – per oltre il 90% dei responsabili di struttura la Regione ha un ruolo fondamentale che dovrebbe svolgere su più piani: formazione, accesso al lavoro (ma non reclutamento diretto del personale), sostegno economico, omogeneizzazione delle strutture, supporto tecnologico e consulenza. Stessa richiesta giunge anche da oltre l´80% dei sindaci intervistati, che ritiene che la Regione dovrebbe sostenere ed organizzare in modo attivo le strutture.


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