Amara scoperta quella fatta dall’Unione Nazionale Consumatori. L’associazione ha infatti notato che in virtù di un emendamento alla legge n. 51/2006 (art. 1/bis), i collegamenti con i Vigili urbani degli impianti di allarme di abitazioni, uffici, negozi ed esercizi pubblici, sono stati inseriti tra i "servizi a domanda individuale", cioè a pagamento come gli asili nido o le pompe funebri comunali.

In altre parole, quando scatta l’antifurto i Vigili dovrebbero intervenire, ma devono essere pagati, forse perché – precisa l’UNCvengono distolti dal fare le multe per i divieti di sosta. Prima non c’era una precisa previsione normativa e ciò aveva generato dubbi.

Secondo l’associazione si tratta di una ulteriore vessazione dei cittadini in quanto gli interventi dei Vigili urbani in caso di reati dovrebbero essere gratuiti, essendo pagati con le tasse dei cittadini come i Carabinieri o la Polizia: infatti, i collegamenti degli impianti di allarme con la Polizia sono gratuiti, basta fare una comunicazione alla Questura e inserire nell’impianto un combinatore telefonico che chiama automaticamente il 113 quando scatta l’allarme per una incursione dei ladri. Fra poco, conclude la nota, i Comuni faranno pagare ai cittadini tutto, anche le chiamate dei Vigili per telefono.

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