La Regione Piemonte ha istituito un sistema di allerta che durante i Giochi invernali vigilerà sull’eventuale insorgenza di malattie infettive o focolai epidemici. "La concentrazione straordinaria di migliaia di persone provenienti da tutti i paesi del mondo – spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità Mario Valpreda – aumenta la possibilità di diffusione di malattie infettive e di manifestazioni patogene impreviste, imponendo quindi la necessità di un potenziamento degli strumenti ordinari attraverso cui si sonda lo stato di salute della popolazione. Con questo obiettivo, l’Assessorato alla sanità ha affidato al Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive di Alessandria (SeREMI) il compito di revisionare l’attuale sistema di monitoraggio, rafforzandone gli strumenti e integrandolo con i nuovi metodi già testati positivamente in altri appuntamenti di rilevanza internazionale, dalle Olimpiadi di Atene del 2004 ai mondiali di calcio di Corea e Giappone del 2002".

Il progetto, predisposto in collaborazione con il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie del ministero della Salute (Ccm), il Centro nazionale di epidemiologia sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità (Cnesps) e la Regione Lombardia, si articola in tre punti fondamentali: – la modifica dei sistemi routinari per aumentare la tempestività delle segnalazioni di casi di malattie infettive; – la sperimentazione di un sistema di sorveglianza basato sulla raccolta di sindromi definite o sintomi aspecifici; – il potenziamento delle capacità di risposta rapida ad allarmi ed eventi non attesi.

Il meccanismo di controllo è stato inoltre perfezionato con l’attivazione e l’integrazione nel sistema del SeReMI di altri tre fonti di monitoraggio: – la collaborazione con i Centri Antiveleni (CAV) della Regione Lombardia, che segnaleranno eventuali richieste di intervento per avvelenamenti o intossicazioni provenienti dal territorio olimpico; – la raccolta, presso i DEA, le guardie mediche, i policlinici e gli ambulatori olimpici, di dati relativi alle caratteristiche degli accessi e agli esiti delle visite effettive. Nello svolgimento del proprio compito, il SeREMI sarà in contatto diretto e costante con i soggetti istituzionali locali, nazionali e internazionali competenti e autorizzati a intervenire in caso di emergenza sanitaria.

Il Centro stesso, in collaborazione con le direzioni sanitarie ospedaliere e delle strutture olimpiche, con i servizi di sanità pubblica, con un team formato da esperti epidemiologici appartenenti a organismi italiani (Ccm e Iss) e internazionali (European Centre for Disease Prevention and Control di Stoccolma), con il Gruppo regionale per le malattie infettive e con i Punti di contatto per le emergenze epidemiche, valuterà quotidianamente il decorso epidemiologico della giornata, associando l’esito delle analisi dei dati raccolti a determinati gradi di allarme codificati e di reazione sanitaria. "Ciò – conclude Valpreda – consentirà, da un lato, di evitare inutili allarmismi in presenza di focolai epidemici al di sotto di valori limite, dall’altro, con la rilevazione precoce di focolai di patologie impreviste, di ideare un’azione di risposta rapida ed efficiente. Anche nel caso in cui agenti batteriologici siano intenzionalmente rilasciati per fini bioterroristici".

 

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