L’Italia è l’unica in Europa a non avere una legge per il finanziamento dei danni da calamità naturali. "Si continua a dare per scontato che debba pagare lo Stato", eppure il 76% degli italiani è favorevole ad una legge del genere e il 56% sarebbe disposto a pagare la polizza casa contro le calamità naturali se la cifra fosse deducibile dalle tesse. E’ quanto risulta dal sondaggio condotto dal consorzio Cineas e presentato a Roma, nel convegno sui disastri naturali in Italia organizzato dall’Istituto per le scelte ambientali e tecnologiche (ISAT), dai Laici socialisti liberali radicali e dall’associazione Amici della Terra. "L’Italia è l’unico grande Paese occidentale senza una legge sul finanziamento dei danni da calamità naturali", ha rilevato il presidente del Cineas, Adolfo Bertani. L’augurio, ha aggiunto, è che "tutte le parti in causa intensifichino gli sforzi per essere in grado di emanare la nuova norma all’inizio della prossima legislatura". Sul fronte degli interventi, ha detto Emma Bonino, bisogna fare i conti con le risorse limitate ed è quindi necessario "cercare di stabilire le priorità in termini di costi-benefici". Per Bonino è anche opportuno affrontare in modo nuovo e "più razionale". i problemi ambientali.

Nel frattempo il mondo della ricerca continua a mettere a punto strumenti fondamentali per la prevenzione, come il progetto "Itaca", che prevede la realizzazione della mappa dele faglia che in Italia hanno generato i forti terremoti del passato, ha detto il direttore del Servizio Geologico, Leonello Serva. Sono strumenti tanto più importanti considerando che in Italia "non c’é una pericolosità molto alta, ma un’alta vulnerabilità", dovuta soprattutto alle vecchie costruzioni, molte delle quali di interesse storico e artistico. In quest’ottica sono decisivi gli interventi di rinforzo dei vecchi edifici, soprattutto se si trovano in zone densamente popolate come le grandi città, ha osservato Giuliano Panza, dell’università di Trieste. Integrare le competenze superando le divisioni tra settori è la proposta del presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Fabio Pistella, mentre il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Enzo Boschi, ha rilevato come la nuova classificazione sismica del territorio nazionale non sia ancora legge, ma un’ordinanza della Presidenza del Consiglio. Questo accade, ha aggiunto, nonostante tutto quello che deriva dalla mappa sia importante "per una nuova filosofia che da seguire per rendere sicuri gli edifici".

 

 

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