"Una bomba ad orologeria". Così Confartigianato ha definito questa mattina a Roma durante una conferenza stampa il milione e mezzo di auto e moto che girano ogni giorno per le strade italiane senza aver mai fatto la revisione obbligatoria. La situazione dei mezzi che circolano sulle nostre strade, sottolineano l’associazione degli artigiani e CNA, è grave. Da un lato ogni anno mancano all’appello il 15% dei veicoli che dovrebbero obbligatoriamente venire revisionati (1,5 milioni di veicoli); dall’altro il guadagno delle officine è talmente basso che finisce per incentivare il revisore a fare il maggior numero possibile di revisioni nel minor tempo possibile. I costi sono talmente alti – denunciano le associazioni – che eseguire correttamente tutti i controlli, che richiedono mezz’ora di tempo per ogni auto, diventa quasi un’attività economica in perdita. Per il cittadino, invece, il costo di una revisione è fisso: pari a 40,48 euro. Ma di questi oltre il 36% finiscono dritti all’erario, "Dal 1990 lo stato ha così incassato 721 milioni euro senza fare alcunchè", lamenta Roberto Landini di Confartigianato.

"La revisione dell’auto può salvare la vita ed uno strumento per la tutela ambientale – spiega Ettore Cenciarelli del CNA -, ma in 9 anni i ministeri non hanno mai riconosciuto un adeguamento tariffario. Ma c’è di più, incalzano le associazioni. Da fine settembre il ministero dei Trasporti ha aumentato la quota dei suoi diritti, passando da 5,16 euro a 7,80. "Una presa in giro", accusa il CNA.
Alla fine ne risulta un settore che soffoca e che "tira a campare" un po’ come riesce, aggiunge ancora Landini.

"Siamo momento non ritorno – spiega ancora Cenciarelli – sono anni che lanciamo l’allarme al Ministero trasporti. Da parte nostra stiamo facendo campagna di moralizzazione del settore grazie anche ad alcuni servizi di Striscia la Notizia. Sulla questione della sicurezza non si scherza, ma siamo al punto che gli unici a fare i controlli sono quelli di Striscia". Il grande responsabile – sempre secondo le associazioni – è la Motorizzazione Civile che è l’organo deputato ai controlli. Ma non esegue mai controlli a valle e anzi procede avvertendo in anticipo quando procederà alle ispezioni.

Il problema è serio – ammoniscono gli artigiani – in Europa la politica che rende obbligatorie le revisioni, ha fatto ridurre gli incidenti stradali per guasti meccanici del 4%, perché l’Italia invece se ne disinteressa? Insomma lo stato di agitazione è annunciato. Ma con quali forme? "Valuteremo", conclude il CNA.

 

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