Oggi a Roma presso la Casa dell’Aviatore, si è tenuta una riunione organizzata dall’ENAC per fare il punto sui cambiamenti introdotti con l’adozione di alcuni recenti provvedimenti normativi e legislativi, con particolare riferimento al decreto n. 211/2005 sulle "Misure urgenti per il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e disposizioni in materia aeroportuale" ed all’entrata in vigore il 21 ottobre 2005 del nuovo codice della navigazione aerea. Nel suo discorso il Presidente Vito Riggio– ha dichiarato: " Bisognerà valutare soprattutto le ripercussioni che queste recenti novità comporteranno sulla sicurezza del trasporto aereo. Tutte le norme devono essere riviste in funzione del nuovo codice".

"I voli dal 2001 ad oggi sono aumentati di un paio di milioni. L’Italia è la seconda in Europa per le ispezioni SAFA che in linea dovrebbero essere 800 ma che nel nostro paese raggiungono le 840. Siamo in linea con i più alti standard di sicurezza, ma questo non basta perché lì dove si allenta un anello della catena del processo si rallenta l’intero sistema. Bisogna avere fondi adeguati per poter effettuare tutti i controlli richiesti."Nel suo discorso il Direttore Generale-Silvano Manera- ha affermato:"Bisogna fare una riflessione in merito alla coerenza del percorso seguito dal 2001, dopo la strage di Linate, sino ad oggi. Sono stati definiti i confini della spazialità?". "In una serie di programmi siamo passati da una situazione di anonimato ad una posizione di prima fila. Tuttavia bisogna capire se il disegno legislativo sia coerente con le esigenze del mondo aeronautico."

Ma per quanti controlli l’Italia possa effettuare, quanta sicurezza ci garantiscono le compagnie straniere? E questa una delle perplessità emerse da parte dei partecipanti alla riunione e ai quali è stato risposto che si sta lavorando per cercare di innalzare i livelli qualitativi del servizio. La certificazione di tutte le compagnie straniere che vogliano volare in ambito internazionale è uno degli obiettivi prefissati e l’Italia, anche in ambito europeo, vanta un ottimo livello di controllo. Tuttavia vi sono alcuni paesi europei come la Francia, la Germania ed altri che mostrano riluttanza nel chiudere le porte alle compagnie straniere che non adottano rigidi criteri di sicurezza.

 

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