La terra in Abruzzo continua a tremare mentre procedono gli accertamenti sull’agibilità delle case. Solo a L’Aquila fra le abitazioni sottoposte ieri a verifica circa la metà delle case è risultata inagibile. Su un totale di oltre 1400 strutture osservate, solo il 53% è risultato infatti agibile nell’immediato, contro il 20% di strutture che è "temporaneamente inagibile salvo interventi che ne ristabiliscano la sicurezza", il 3% "parzialmente inagibile", il 5% "temporaneamente inagibile e da rivedere con approfondimento", il 18% "completamente inagibile" e il 2% "inagibile per rischio esterno".

E continua il lavoro dei tecnici, 1500 al lavoro per compilare le schede di rilievo dei danni degli edifici pubblici e privati. Secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni, intervenuto ieri alla trasmissione televisiva Ballarò, per la ricostruzione in Abruzzo serviranno circa dodici miliardi di euro: "Dodici miliardi di euro: questa è la cifra che dovremmo trovare per ricostruire l’Abruzzo, come fu per il terremoto dell’Umbria e delle Marche".

La scossa più intensa di ieri si è avuta alle 22.17, di magnitudo 4.1. Le località prossime all’epicentro sono stati i Comuni di Capitignano, Montereale e Campotosto. Avvertite chiaramente anche altre cinque scosse nel corso della giornata. Secondo il bilancio della Protezione Civile, sono più di 57 mila le persone assistite: 34 mila sono state accolte in 106 aree di ricovero dove sono allestite 5 mila tende e 55 cucine da campo, mentre oltre 23 mila persone sono ospitate in 406 alberghi della costa abruzzese, in 8 alberghi della provincia di Ascoli Piceno e in abitazioni private. Le verifiche di agibilità saranno eseguite inoltre su alcune scuole fuori dalla provincia dell’Aquila per permettere la riprese delle attività scolastiche.

Sul versante della raccolta dei fondi, il sostegno della Conferenza episcopale italiana è salito a cinque milioni di euro, mentre sono stati superati di 10 milioni con la raccolta avviata in favore delle popolazioni terremotate attraverso la numerazione solidale 48580, attivata con tutti gli operatori della telefonia mobile.

Prime verifiche inoltre per l’inchiesta avviata dalla magistratura dell’Aquila: sono infatti cominciati i rilievi sugli uffici pubblici e sui palazzi danneggiati, la Casa dello Studente, il Palazzo di Giustizia e la Prefettura. Nell’inchiesta rientra l’ospedale San Salvatore, crollato come le altre strutture pubbliche durante il sisma, che rappresenta uno degli snodi cruciali dell’inchiesta.

Sul versante europeo, esiste un fondo di solidarietà per le vittime delle catastrofi naturali pari a un miliardo di euro l’anno, naturalmente da dividere con i paesi che ne hanno già fatto richiesta per il 2009. Il Fondo Europeo di Solidarietà (FSUE) integra gli stanziamenti nazionali per far fronte alle tragedie e può essere usato per gli aiuti di emergenza, per ristrutturare le infrastrutture e il patrimonio artistico, per le cure sanitarie e i bisogni immediati della popolazione e per sgombrare e pulire le aree distrutte. Il fondo, ricorda il Parlamento europeo, "può essere richiesto dalle autorità nazionali al massimo 10 settimane dopo la tragedia: il Governo italiano ha annunciato che la pratica verrà avviata non appena saranno disponibili dati certi sull’entità dei danni".

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