A 21 anni dal varo della legge che disciplina l’attività dei centri estetici c’è finalmente il regolamento attuativo che pone fine ad un certo Far West del settore, pericoloso perché – lo ricorda la scheda informativa per i solarium – «le esposizioni alle radiazioni ultraviolette solari o degli apparecchi UV possono causare danni alla pelle e agli occhi. Questi effetti biologici dipendono dalla qualità e quantità delle radiazioni così come dalla sensibilità cutanea e oculare dell’individuo». Guariniello si è battuto perché si disponesse il regolamento e rivela di aver trovato nel ministro della Salute, Ferruccio Fazio, l’interlocutore decisivo. Il provvedimento è stato sottoscritto anche dal dicastero dello Sviluppo Economico che al magistrato aveva risposto di non avere i fondi per sottoporre i centri estetici a controlli stringenti. «Così li abbiamo fatti noi, in tutto il Piemonte, e scoperto che erano tanti gli apparecchi, in particolare quelli per l’abbronzatura, ad essere fuori norma».

A pagina 54 del regolamento approvato c’è scritto chiaramente in cosa consistono: «Le esposizioni alle radiazioni ultraviolette solari o degli apparecchi UV possono portare a un invecchiamento prematuro delle cute così come inducono un aumento del rischio di sviluppo di neoplasie. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha classificato nel 2009 i dispositivi che emettono radiazione UV per l’abbronzatura artificiale come cangerogeni». Non per nulla, con le nuove disposizioni, si precisa che «gli apparecchi per l’abbronzatura indoor dovranno essere costruiti in conformità alle norme di riferimento ed utilizzati seguendo scrupolosamente le indicazioni impartite dal costruttore e riportate nel manuale d’uso che accompagna ogni singolo modello di apparecchiatura». Sono tante quelle utilizzate nei centri estetici, l’interesse per la loro regolamentazione si concentra naturalmente sulle apparecchiature elettromeccaniche: stimolatori ad ultrasuoni, vibratori e rulli elettrici, depilatori, laser estetico defocalizzato per la depilazione… Per ogni tipo di apparecchio è stata approntata una scheda tecnico-informativa. Le associazioni di categoria (CNA Benessere e Confartigianato Estetica) protestano vivacemente: «Il rispetto di queste previsioni risulta assolutamente difficile, in alcuni casi impossibile. Dovremo sostituirle tutte». Con costi di decine di migliaia di euro.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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