È il cimitero degli oggetti pericolosi. Giocattoli, televisori, lampade, grill da barbecue, scale a pioli e prodotti cosmetici. Tutti accomunati dalla stessa caratteristica: sono stati banditi dai negozi di tutto il continente. Negli ultimi due mesi del 2005 se ne contano 114: sono elencati, con foto e descrizione, in un sito curato dalla Commissione europea di Bruxelles: http://europa.eu.int/comm/dgs/health_consumer/dyna/rapex/rapex_archives.cfm. Spesso sono commercializzati dai grandi marchi noti in tutto il mondo e ritirati dal mercato su denuncia dei consumatori. Altre volte sono state le autorità ad individuarli. Altre ancora sono stati ritirati dagli stessi produttori. C’è l’orsacchiotto che soffoca e il passeggino che inghiotte il bambino. Ma anche airbag, accessori per motorini, capi d’abbigliamento, spine elettriche ed elettrodomestici.
Una buona metà di essi proviene dalla Cina. Se poi si guarda ai giochi per i bambini la percentuale cres ce vertiginosamente. E non potrebbe essere altrimenti, visto che l’80% dei balocchi venduti nell’Unione europea provengono da Pechino. Nella hit parade degli oggetti pericolosi Turchia, Taiwan, Honk Kong e Corea del Sud tengono compagnia alla Cina. Ma non mancano gli oggetti a rischio fabbricati in Europa: spagnoli, italiani, slovacchi e tedeschi.

Negli ultimi due mesi del 2005 le autorità dei venticinque stati dell’Unione europea hanno notificato alla Commissione 114 sequestri. Di questi ben 65 provengono dalla Cina. In 37 casi si è trattato di lampade o spine elettriche, in altri 33 di giocattoli, quasi tutti in arrivo dal Paese del dragone. E gli esperti della Commissione avvertono che i prodotti presenti sul sito sono solo una parte di quelli sequestrati dalle autorità nazionali e una frazione di quelli a rischio quotidianamente in circolazione. Di solito sono ritirati dai punti vendita perché non in linea con gli standard europei per la sicurezza. Spesso sono individuati quando si trovano già sugli scaffali, altre volte sono bloccati alle dogane, anche se i controlli ai confini non possono che essere approssimativi. E non stupisce, visto che per controllare la massa di oggetti in arrivo da ogni parte del pianeta ci vorrebbero risorse fuori dalla portata di qualsiasi Paese.

Per correre ai ripari l’Unione europea ha siglato un accordo con la Cina che la Commissione firmerà nelle prossime settimane. In questo modo le autorità doganali di Pechino aiuteranno la Ue ad individuare i prodotti non in linea con i suoi standard di sicurezza. Ci sono poi i casi in cui gli oggetti sono ritirati dal mercato dagli stessi produttori. Una recente sentenza della corte di Cassazione, infatti, ha confermato l’obbligo a carico dei rivenditori di accertarsi che i prodotti presenti nel proprio negozio contengano il marchio comunitario "Ce" per la sicurezza dei giocattoli. Altrimenti fioccano le multe.

 

 

 

 

 

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