Tutelare gli utenti allacciati all’acquedotto, ma che si servono di sistemi di raccolta individuali e non scaricano le acque reflue domestiche in una fognatura pubblica, (impedendo che sia loro impropriamente addebitato due volte – una volta con la bolletta e una seconda presso un impianto non del gestore d’ambito- il costo della depurazione) e tutelare l’ambiente, garantendo che i reflui domestici vengano smaltiti negli impianti abilitati al loro trattamento: è quanto ha stabilito l’Autorità d’Ambito Torinese, lo scorso 30 maggio, approvando uno stralcio del "regolamento d’utenza del servizio idrico integrato" che riguarda appunto le utenze che scaricano le acque reflue in pozzi neri o vasche settiche di vario tipo.

La legge prevede che il cittadino che utilizza un sistema di raccolta individuale (cioè pozzi neri e vasche settiche) provveda almeno una volta all’anno allo spurgo del proprio sistema di raccolta, e tutte le operazioni necessarie, svolte da ditte private, sono a sue spese. Egli, inoltre, ha la possibilità di scegliere l’impianto -fra quelli del servizio pubblico di depurazione o quelli di trattamento di rifiuti liquidi- presso cui conferire i fanghi e i liquami prelevati dal proprio sistema di raccolta. L’impianto di destinazione prescelto dovrà essere indicato nel formulario di identificazione rifiuti, compilato al momento dello spurgo dal trasportatore.

Secondo quanto deciso dall’Autorità d’ambito, nel caso ci si appoggi al servizio pubblico di depurazione, il costo del servizio viene addebitato nella bolletta del sistema idrico sulla base dei consumi di acqua potabile (al trasportatore è dovuto solo il costo dello spurgo e del trasporto). In questa circostanza spetta al gestore d’ambito controllare l’avvenuto conferimento in discarica.

Se l’ utente invece decide di rivolgersi ad un impianto di trattamento dei rifiuti liquidi, la spesa è definita dal titolare della struttura; sarà compito del cittadino che paga in bolletta il solo servizio di acqua potabile, comunicare al gestore d’ambito qualsiasi eventuale modifica di destinazione dei propri reflui.

Per attivare tale procedura, l’utente deve trasmettere al gestore d’ambito (SMA Torino S.p.A. o ACEA Pinerolese Industriale S.p.A.) entro il mese di gennaio 2006, copia del quarto esemplare del formulario rifiuti relativo ai fanghi e liquami conferiti nel corso dell’anno 2005. Sulla base dell’impianto che risulti essere stato scelto, il gestore d’ambito provvederà alle applicazioni tariffarie per l’anno 2006 e per gli anni successivi, fatte salve eventuali modifiche dell’impianto di conferimento prescelto che l’utente deve tempestivamente comunicare.

Nella stessa seduta del 30 maggio si è inoltre preso visione del primo Piano pluriennale di manutenzione ordinaria del territorio delle Comunità Montane; si tratta di un programma di pianificazione di interventi a tutela dell’assetto idrogeologico dei bacini montani, finanziate con una quota dei ricavi dalla tariffa del servizio idrico che annualmente viene riservata a favore delle tredici Comunità Montane presenti nell’Autorità d’Ambito n.3 "Torinese". La rata 2003, pari a euro 559.895 , è stata assegnata alla Comunità Montana Valli Orco e Soana.


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