Riportiamo un’intervista al Prof. Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO su alcune delle risoluzioni proposte dall’Italia ed adottate nel corso della 33esima sessione della Conferenza Generale dell’UNESCO, che si è conclusa poche settimane fa a Parigi.

1. Qual’è stato il ruolo del nostro paese nell’adozione delle risoluzioni sul Turismo Sostenibile, l’Open Access e la Lotta alla Desertificazione? Perchè l’Italia ha avanzato queste proposte?

Il ruolo è stato assolutamente fondamentale, sia nella fase di elaborazione sia in quella di proposta, sia, infine, in quella di sostegno durante la discussione. Le realtà del mondo della cultura e della scienza o della società civile, che hanno prodotto le ipotesi di risoluzione, hanno dato luogo ad una elaborazione ed hanno stimolato una riflessione di grande impegno. In sede di conferenza generale l’azione dei delegati italiani, sempre appoggiati egregiamente dai funzionari della Rappresentanza diplomatica italiana presso l’UNESCO, è stata incisiva, tanto che praticamente in tutti i casi si è conseguito l’obiettivo prefissato. Questo obiettivo era quello di costruire il tessuto che possa in futuro permettere di sviluppare alcune iniziative, nate o particolarmente vivaci nel nostro Paese, permettendo di giocare un ruolo di capofila, ad esempio nei settori del patrimonio o dell’accesso all’informazione.

2. Quali sono le strategie che verranno promosse e adottate?

Le strategie saranno, ovviamente, diversissime a seconda dell’ambito a cui ci si rivolge. In termini generali, posso dire che si cercherà di sviluppare ogni possibile partenariato, non solo in ambito nazionale e non solo nel mondo universitario o della ricerca. E’ fondamentale il coinvolgimento diretto della società civile e del settore privato. Le imprese devono essere chiamate sempre più ad assumere una dimensione etica collaborando direttamente, anzi venendo coinvolte nelle progettualità unescane.
Altro aspetto fondamentale è la necessità di realizzare ogni possibile sinergia sia in campo nazionale che in campo internazionale, anche con altre Organizzazioni della famiglia delle Nazioni Unite, settoriali o regionali e ogni sforzo per mettere a fattor comune risorse e conoscenze, sviluppando i migliori meccanismi di accesso all’informazione.
Quello di favorire e sollecitare gli operatori della cultura, della scienza, dell’educazione e della comunicazione a fare ogni sforzo per rendere possibile l’accesso universale al sapere è un’altra delle strategie di fondo che vedrà impegnata la Commissione nazionale.

3. Quali sono gli obiettivi che si intende raggiungere?

Sicuramente l’implementazione in Italia delle risoluzioni adottate.
Si parla ovviamente di ambiti diversissimi. E conseguentemente, di obiettivi molteplici. Mi limito a segnalarne qualcuno:

  • estensione di un reseau di consulenza giuridica già attivato in collaborazione con l’Università di Tor Vergata e con il CNR;
  • attivazione di iniziative comuni con altre Organizzazioni delle Nazioni Unite nel settore della desertificazione e, segnatamente, della realizzazione di un kit pedagogico;
  • attivazione, in collaborazione con l’OIM (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni), di progetti dedicati alla conservazione della memoria dei migranti;
  • realizzazione di uno o più momenti di riflessione dedicati alla espansione delle strategie dell’Open Access della pubblicistica scientifica;
  • potenziamento degli strumenti di comunicazione dedicati alle scuole.

Per ulteriori informazioni si può visitare il sito della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e dell’UNESCO di Parigi

A cura di Cristina Coppi

 

 

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