Si è conclusa l’ottava edizione di "Dire&Fare", la rassegna dell’innovazione nella pubblica amministrazione che è ospitata in Toscana dal 1998. "Dire&Fare – spiega l’assessore della Toscana alle riforme istituzionali e al rapporto con gli enti locali, Agostino Fragai – non è solo una vetrina sui progetti di innovazione presenti nelle amministrazioni locali toscane, ma un laboratorio dove confrontare ed elaborare nuove metodologie di governo e di rapporto con i cittadini. La parola d’ordine è innovare per essere più efficaci".

Nel corso della tre giorni sono stati presentati quasi 150 progetti: tra i più interessanti quello che ha coinvolto le scuole medie e superiori della regione. "Un corretto e sano stile di vita si impara anche sui banchi di scuola", è il titolo dell’iniziativa che è il frutto di un accordo tra la Regione e l’Organizzazione mondiale per la sanità e che ha prodotto anche uno studio, da aggiornare ogni quattro anni, sulla salute degli adolescenti toscani realizzato da una rete di ricercatori provenienti da 35 paesi dell’Europa e del Nord Europa
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La fotografia scattata – risultato di un questionario distribuito nel marzo di un anno fa ad un campione di 5.038 ragazzi tra 11,13 e 15 anni e presentata oggi per la prima volta – ci dice che un buon welfare può aiutare a vivere meglio e che povertà ed esposizione alla precarietà economica pesano molto su prevenzione ed assistenza. La salute dei giovani toscani è comunque buona. Si sentono in forma e mangiano bene: uno su cinque consuma frutta tutti i giorni, ad undici anni addirittura uno su quattro. Tra il 60 ed il 70%, a tredici anni, fanno colazione tutte le mattine. Semmai i giovani toscani fumano e sono più sedentari dei loro coetanei europei. A quindici anni soprattutto le ragazze, più critiche anche nel giudicare la propria salute ma alle quali la scuola piace più che ai maschietti.

I toscani a confronto con il resto d’Europa. Lo studio, realizzato ovunque con gli stessi standard, permette di raffrontare la salute dei toscani con quella di giovani di altre regioni e di altre nazioni. Si legge così che quel 20 per cento di ragazzi toscani che mangia frutta e verdura tutti i giorni è un po’ meno della media italiana (35 per cento) e di quella degli altri 35 paesi presi in esame (ancora 35 per cento ). Dallo studio emerge anche che a 13 anni i toscani sono meno pigri dei belgi, visto che almeno un giorno sì ed uno no fanno un’ora di attività fisica contro meno di tre giorni a settimana dei coetanei europei. In Italia la media è di 3,3 giorni a settimana e quella internazionale di 4,2 giorni. Quanto alle sigarette la proporzione di giovani toscani che fumano ogni giorno è molto vicina alla media internazionale e a quella italiana (il 18,2 per cento dei maschi toscani quindicenni contro il 16,1 per cento della media italiana e il 18,1 di quella internazionale). Le ragazze toscane di quindici anni sforano invece la media e sono il 21,8 per cento.

Anche sull’autopercezione della propria salute esiste una grande differenza tra maschi e femmine: in Toscana le ragazze che percepiscono come discreta o scadente la propria salute crescono significativamente con l’età (dal 13,4 per cento a 11 anni fino al 24,6 per cento a 15 anni), mentre i ragazzi restano più o meno gli stessi (circa il 10,5 per cento). Andamento e differenze tra i due sessi confermato anche a livello nazionale e internazionale. Infine le percentuali di ragazzi e ragazze a cui piace "molto" la scuola. Pure qui la differenza di genere sembra significativa e costante: in generale alle ragazze piace di più la scuola (il 10,4 per cento) rispetto ai coetanei maschi (il 6,6 per cento). Ma è anche vero per tutti i gruppi-campione che l’apprezzamento della scuola decresce all’aumentare dell’età.

 

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