A pochi giorni dalla stesura definitiva della Finanziaria 2006, il Forum nazionale del Terzo Settore ribadisce richieste e preoccupazioni già espresse a fronte delle precedenti Leggi Finanziarie, in particolare quella del 2004 e 2005. I temi verranno riproposti nel corso dell’assemblea nazionale del 21 settembre per essere nuovamente rilanciati all’attenzione delle forze politiche di maggioranza e di opposizione.

Per anni – si legge in una nota diffusa dal Forum – abbiamo indicato i rischi verso i quali andava il Paese: ora è tempo di prendere le giuste decisioni e di invertire la rotta di politiche che hanno fatto fallimento. I pericoli maggiori sono: la caduta di competitività, l’arretramento dei redditi popolari, la contrazione dei consumi, lo stato di difficoltà e per certi versi di collassamento di sistemi decisivi del welfare quali scuola, sanità e servizi sociali.

Le priorità che il Forum indica per il possibile rilancio del Paese sono chiare: aumento della competitività del sistema produttivo, ricerca, formazione, coesione sociale, equità fiscale. La riduzione o l’azzeramento dell’IRAP non possono essere sostituite nel gettito fiscale da ipotesi solo immaginarie o non verificabili di nuove entrate. Il colpo al bilancio dello Stato o al sistema sanitario sarebbe insopportabile.

Il Forum nazionale del Terzo Settore ribadisce il valore Costituzionale di un Welfare non residuale capace di garantire l’universalità dei diritti e delle prestazioni fondamentali la cui accessibilità non può essere una variabile dipendente. Il fondo nazionale delle politiche sociali deve recuperare le quote perdute lo scorso anno, la sanità deve essere garantita, il federalismo non deve essere il veicolo di una ulteriore discriminazione nell’offerta e nella qualità dei servizi.

"Ci aspettiamo -conclude la nota – che insieme a queste garanzie vi sia uno sforzo credibile per interventi strutturali sulle politiche sociali visti non come ostacolo di bilancio, ma come vere e proprie politiche di sviluppo, dato che sempre abbiamo ritenuto la coesione sociale un fattore di sviluppo e competitività".


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