"La Giornata Nazionale del Ricordo rinnova nella nostra coscienza collettiva la memoria di una delle grandi tragedie della seconda guerra mondiale. Il dramma delle foibe con il suo doloroso retaggio di orrore e di lutti è parte integrante della storia della nazione". Sono le parole del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in un messaggio inviato al Sindaco di Trieste, Dott. Roberto Di piazza in occasione della Giornata Nazionale del Ricordo del dramma delle foibe che si celebra oggi, 10 febbraio.

"La nascita della Repubblica, la rifondazione dello Stato e delle sue istituzioni – prosegue il messaggio di Ciampi – sono costate enormi sacrifici: gli italiani nelle terre d’Istria, del Quarnaro e di Dalmazia, furono colpiti da una violenza cieca ed esecranda, ancora oggi viva e presente nella nostra memoria. Dobbiamo continuare – conclude il presidente – a trasmettere alle nuove generazioni il monito di queste vicende per rendere più salda la democrazia nel suo cammino di crescita verso un futuro di pace e di piena integrazione fra le nazioni e fra i cittadini del mondo. E’ questo il modo per onorare quanti hanno perso la vita, gli affetti, i loro beni.Con questa consapevolezza, invio a lei, egregio sindaco, all’amministrazione comunale, alle autorità e a tutti i presenti un saluto partecipe e solidale".

A Trieste in concomitanza con le celebrazioni sono apparse anche alcune scritte inneggianti alle foibe sono comparse in via San Francesco e in altri luoghi della città. "Amarezza, profondo sdegno e ferma determinazione contro l’infame gesto – ha commentato l’assessore alla Polizia municipale Fulvio Sluga – E’ emblematico che sia stato scelto proprio il "Giorno del Ricordo" per sporcare e ferire nuovamente la città inneggiando e irridendo al sacrificio dei martiri delle foibe".

"Si tratta -ha proseguito l’assessore– di un fatto gravissimo che testimonia come gli apologhi di oggi, che si firmano con tanto di falce e martello, non sono per nulla diversi dei criminali e dei massacratori di cinquant’anni fa. Tale aspetto risulta doppiamente grave se lo associamo al fatto che, a livello nazionale, proprio in questi giorni, ci sono rettori e insegnanti che continuano ad ignorare il dramma delle foibe e dell’esodo. Ancora una volta cattivi maestri vogliono scrivere solo la storia che fa loro comodo, ignorando e nascondendo la verità dei fatti".

 

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