Un’Italia sempre più indifferente alla pratica religiosa e ai precetti morali della Chiesa anche se si dichiara in grande maggioranza cattolica: questo il Paese descritto da un sondaggio effettuato dall’Eurispes, che costituisce una anticipazione del Rapporto Italia 2006.
Il 79,3% del campione (cattolici e non cattolici) non condivide il fatto che i divorziati e i risposati civilmente non possano essere ammessi alla Comunione. In particolare, ben il 77,8% degli intervistati cattolici si dichiara poco o per niente d’accordo con il divieto dell’eucaristia ai divorziati risposati; dall’altro lato, l’89,9% di coloro che si dichiarano non credenti è in disaccordo con questo divieto (il 79,8% per niente e il 10,1% poco).

Il 65% del campione, inoltre, non ritiene giusto negare la comunione ai politici che sostengono leggi non conformi alla legge di Dio (48,5% per niente e 17,5% poco d’accordo). In particolare, il 66% dei cattolici ritiene che non sia giusta questa posizione del Sinodo dei Vescovi (per niente e poco accordo rispettivamente nel 48,5% e nel 17,5% dei casi); la pensa allo stesso modo il 76% dei non credenti (per niente d’accordo il 66,7% e poco il 9,3%).
Il 71,1% degli intervistati (cattolici e non cattolici) è favorevole all’introduzione dei Pacs; scomponendo il dato emerge che si dichiara favorevole il 68,7% dei cattolici interpellati e l’88,4% dei non cattolici.

Il 38,4% del totale degli intervistati considera la convivenza come un modo per testare il rapporto prima del matrimonio; in particolare, la pensa così il 39% dei cattolici e il 34,1% dei non cattolici. Il 24,2% degli italiani ritiene invece che la convivenza sia una scelta di vita personale (26,3% dei cattolici e 9,3% dei non cattolici), mentre per il 30,4% è una scelta di chi non vuole assumersi responsabilità (26,8% dei cattolici e 55,8% dei non cattolici).

Sul tema dell’aborto l’84,% del campione è favorevole a questa pratica nel caso in cui la madre sia in pericolo di vita (83,2% dei cattolici e 89,9% dei non cattolici), il 74,6% in caso di gravi anomalie e malformazioni del feto (72,9% dei cattolici e 86,8% dei non cattolici) e in caso di violenza sessuale 65,1% (61,9% dei cattolici e 88,4% dei non cattolici). D’altro canto, se le motivazioni sono più attinenti alle condizioni economiche o alla volontà della madre di non avere figli, le percentuali scendono notevolmente, rispettivamente al 26,4% (23% cattolici e 51,2% non cattolici) e al 21,9% (18,6% cattolici e 45% non cattolici).
Oltre la metà del campione intervistato afferma di essere favorevole alla fecondazione assistita (62,5%). Più di un cattolico su due (58,7%) si dichiara favorevole, come pure la larga maggioranza dei non cattolici (89,9%).

Il tema dell’eutanasia vede contrario il 44,6% del totale degli intervistati e favorevole, in percentuale minore, il 41,9%. Questo tema è decisamente più controverso rispetto a quelli analizzati fino ad ora: si dichiara favorevole il 38,1% dei cattolici contro il 48,1% dei contrari. Da sottolineare, inoltre, che la quota di indecisi è consistente (13,8%). Per quanto riguarda i non cattolici emerge che il 69% si dichiara favorevole all’eutanasia contro il 18,6%, con una percentuale anche in questo caso elevata di indecisi (12,4%).

Per ulteriori informazioni visitare il sito www.eurispes.it


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