La popolazione italiana sta invecchiando. Nei prossimi trent’anni una persona su 3 avrà più di 65 anni, e cresceranno sempre più gli ultra ottantenni soli, soprattutto donne. Lo scenario che si profila nel prossimo futuro richiede delle risposte adeguate da parte delle istituzioni ed a tali esigenze tenta di dare una soluzione il V meeting annuale dell’Associazione Rete Italiana Città Sane-OMS. L’evento, organizzato in collaborazione con Exposanità, si svolgerà a Bologna dal 24 la 26 maggio e vedrà la partecipazione di rappresentanti politici di diversi comuni italiani e di esponenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Attualmente gli ultra-65enni costituiscono quasi il 20% della popolazione, un record europeo, mentre gli over 80 sono il 5%. Se poi si guarda alle realtà locali, vi sono regioni come l’Emilia – Romagna, la Liguria e l’Umbria in cui i tassi di invecchiamento porteranno presto ad avere quasi un anziano ogni 2 abitanti. Le conseguenze di quest’andamento ricadranno irrimediabilmente sull’intero stato sociale del Paese, dal sistema pensionistico a quello socio-sanitario. La manifestazione di Bologna intende però sottolineare non tanto l’aspetto catastrofico della vicenda quanto piuttosto i lati positivi che possono derivare da una valorizzazione dell’anziano nella società.

In tal senso il processo di crescita della popolazione anziana può essere inquadrato come una risorsa in termini sociali, economici e di servizi, e non come un peso sociale. Il ruolo delle città può essere proprio quello di recuperare e far sentire utili le persone della terza età, fornendo loro i necessari strumenti di assistenza e di accoglienza, al fine di allontanare emarginazione sociale e solitudine. Le nuove tecnologie possono in questo quadro rappresentare una grande opportunità. "Quel che serve – si legge nel comunicato – è una capacità di guida capace di definire il modello di welfare e le linee di intervento su cui la tecnologia è chiamata ad operare. Farlo tenendo conto sia delle potenzialità che dei limiti, promuovendo un utilizzo concreto al servizio della rete di relazioni e di conoscenze finora sviluppate. Facendo diventare parole come tele-informazione, tele-assistenza, telecompagnia, tele-medicina, declinazioni di una cultura di solidarietà e di una capacità di prendersi cura che vadano a migliorare la qualità della vita presente e futura dei nostri cittadini. Le città possono e devono avere un ruolo guida in questo processo. Per questo, l’Associazione Città Sane, alla luce dei principi guida dell’OMS, vuole mettere questo tema al centro della sua riflessione".

Per informazioni sul programma della manifestazione consultare il sito www.retecittasane.it

 

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