Donna del centro-sud, laureata, di età tra i 40 e i 50 anni, dipendente di amministrazioni pubbliche e con una esperienza professionale decennale: questo l’identikit dell’assistente sociale in Italia tracciato da una ricerca della Società scientifica di promozione sociale (Socialia) e presentata ieri a Roma dal Sindacato unitario nazionale assistenti sociali (Sunas) nel corso della prima Conferenza nazionale sul Servizio sociale.

Lo studio è centrato sul lavoro e sul punto di vista dell’assistente sociale. Frutto di un lungo lavoro durato tre anni, mira a costruire una base comune e condivisa degli elementi portanti della professione. La ricerca rivela una professione prevalentemente "femminile" e non più "giovanissima": il 78% degli assistenti sociali in Italia è donna e l’età media è tra i 40 e i 50 anni (44%). Solo il 7% degli assistenti sociali italiani ha meno di 30 anni. Gran parte degli operatori proviene dal centro-sud (63%), possiede una laurea (53%) e opera nel settore da oltre dieci anni (74%), prevalentemente nel pubblico impiego (85%) ed in particolare nel comparto sanità (50%).

 

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